Quali bonus scadono nel 2027 se il governo Meloni non li rinnova e chi ci perde di più
Come sempre, con il finire dell'estate iniziano i conti in vista della prossima legge di bilancio. Non è un caso che proprio in questi giorni abbiano ripreso a circolare le ipotesi sul taglio dell'Irpef. Quando il governo Meloni arriverà alla manovra 2027 dovrà anche tenere conto di alcuni bonus che, senza un intervento, potrebbero sparire o essere depotenziati.
È questo il caso, ad esempio, per i bonus edilizi: Ecobonus e bonus ristrutturazioni potrebbero scendere dal 50% al 36% per le prime case, il bonus mobili ed elettrodomestici potrebbe essere cancellato del tutto. Ma ci sono anche misure che toccano la busta paga e il lavoro, come il bonus per madri lavoratrici, il taglio delle tasse sui rinnovi contrattuali e il bonus giovani per le assunzioni. Ecco le principali agevolazioni che, se il governo non le rinnova, spariranno o diminuiranno il prossimo anno.
Bonus mamme lavoratrici in scadenza nel 2027
Tra le misure che il governo Meloni ha introdotto c'è il bonus mamme lavoratrici, che consente alle donne che rispettano i requisiti di ottenere 60 euro al mese per ogni mese lavorato, quindi fino a 720 euro in un anno. La misura è stata potenziata quest'anno, dato che nel 2025 l'importo era di 40 euro al mese.
Il bonus spetta alle donne dipendenti (escluse le lavoratrici domestiche) e anche alle autonome, se sono iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome. È necessario avere due figli a carico, se il più piccolo ha meno di dieci anni; la soglia sale a tre figli se il più piccolo ha oltre dieci anni, ma è comunque minorenne. In più, le donne beneficiarie devono aver avuto un reddito non oltre i 40mila euro nel 2025.
Per le dipendenti a tempo indeterminato che hanno tre o più figli è ancora in vigore, quest'anno, una decontribuzione ben più generosa: non dovendo versare i contributi a proprio carico, si ottiene di fatto un aumento netto dello stipendio del 9% circa, che può portare fino a 3mila euro in più in un anno.
Entrambe le misure andranno in scadenza nel 2027. Quella che vale 60 euro al mese potrebbe essere rinnovata o anche potenziata: dipende da quanti fondi troverà il governo. L'intenzione politica è comunque di non farla saltare, tanto più in un anno in cui si tengono le elezioni.
Bonus edilizi: giù Ecobonus e Ristrutturazioni, sparisce bonus Mobili e elettrodomestici
I lavori edilizi sono uno degli ambiti in cui i cittadini cercano con più frequenza di approfittare di bonus e agevolazioni. Nel 2026, sono principalmente tre le misure rimaste in piedi, e nel 2027 vanno incontro a destini diversi.
Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus permettono di detrarre il 50% della spesa effettuata (il primo fino a 96mila euro, il secondo con un tetto variabile a seconda dell'intervento) se i lavori sono sulla prima casa. La percentuale scende al 36% per la seconda casa e gli altri immobili. Nel 2027, se nulla cambia, entrambi i bonus varranno solo il 36% per la prima casa e scenderanno al 30% per tutti gli altri interventi edilizi.
Il bonus Mobili ed elettrodomestici oggi permette di ottenere uno sconto fiscale del 50% su una somma pagata, fino a 5mila euro, per acquistare un grande e elettrodomestico o un arredo nell'ambito di lavori di ristrutturazione. La misura è valida solo fino al 31 dicembre 2026. Non è ancora chiaro se il governo interverrà per rinnovarla.
Come sempre, molto dipenderà dai soldi a disposizione e dalla volontà politica. Per il 2026, il potenziamento dei bonus edilizi era arrivato all'ultimo, quando il testo della manovra era già scritto. Per il 2027 non è escluso che si ripeta una scena del genere. Resta anche da capire se l'Italia potrà usare a questo scopo i 14 miliardi di euro ‘sbloccati' dall'Unione europea, che servono per affrontare il caro energia.
Bonus giovani under 35 per i contratti a tempo indeterminato
Tornando al mondo del lavoro, c'è il bonus per l'assunzione dei giovani under 35. Si tratta di un esonero contributivo che fa risparmiare fino a 500 euro al mese ai datori di lavoro che trasformano il contratto di un giovane a tempo indeterminato. La misura è valida fino al 31 dicembre 2026. Quest'anno ha preso il via solamente a luglio, e il governo dovrà trovare le risorse necessarie se vuole confermarlo anche nel 2027.
Non è stato confermato, invece, nel 2026 e quindi con tutta probabilità non lo sarà nel prossimo anno il bonus autoimpiego per under 35. La misura, che ha causato più di un grattacapo all'Inps, eroga 500 euro al mese ai giovani che hanno aperto un'attività in alcuni settori considerati strategici. Ma già oggi è valida solo per le imprese che sono nate nel 2025, e non si vede per il momento l'ipotesi di rilanciarla nel 2027.
Bonus stipendi, tasse al 5% per i rinnovi contrattuali
Infine, un bonus lanciato nel 2026 che ha riguardato diverse buste paga: la tassazione agevolata sugli aumenti di stipendi dovuti a rinnovi contrattuali, che abbassa l'Irpef al 5%. La misura è rivolta a tutti coloro che hanno ricevuto un rinnovo del contratto collettivo nel 2024, 2025 o 2026. Il tetto di reddito è fissato a 33mila euro all'anno.
Il vantaggio economico può essere limitato, dipende molto dall'entità degli aumenti che sono stati riconosciuti con il rinnovo contrattuale. Si tratta, comunque, di uno sconto importante sull'Irpef che normalmente viene trattenuta in busta paga. Il bonus scade a fine 2026, il governo ha dichiarato che ha intenzione di rinnovarlo. Finché la legge di bilancio non è approvata, però, non ci sono garanzie su cosa può succedere davvero ai vari bonus.