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Bonus under 35, riesami fermi da 50 giorni. Inps a Fanpage.it: “Entro fine agosto risposte, pagamenti a settembre”

Domande respinte per presunti errori nelle banche dati, riesami in attesa e investimenti già sostenuti. “È un’ingiustizia, ormai un danno c’è stato”, racconta una giovane esclusa. Inps comunica in anteprima a Fanpage.it i tempi previsti per risposte e pagamenti. Intanto, il caso approda in Parlamento con un’interrogazione del senatore 5 stelle Mazzella.
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AGGIORNAMENTO:

"Un silenzio assordante". È così che un imprenditore descrive a Fanpage.it l'attesa per il riesame della sua domanda per il bonus under 35 autoimpiego, il contributo da 500 euro al mese destinato ai liberi professionisti attivi in alcuni settori strategici. Come lui, centinaia di giovani aspettano da 50 giorni di conoscere l'esito delle richieste di riesame, dopo che le loro domande erano state respinte, in molti casi per presunti errori nelle banche dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), che gestisce l'erogazione del bonus. Contattato da Fanpage.it, l'Istituto ha fatto sapere che le verifiche per le domande di riesame verranno processate entro fine agosto e che, chi avrà avuto esito positivo, riceverà i pagamenti a settembre.

Nel frattempo, per sollecitare una risposta, 50 richiedenti provenienti da tutta Italia si sono uniti per presentare un'istanza collettiva all'Inps, chiedendo tempi certi e maggiore chiarezza sulle modalità di riesame, ancora sconosciute. La loro iniziativa è arrivata fino in Parlamento, dove il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella ha presentato un'interrogazione alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, per chiedere che "tutte queste pratiche vengano evase nel tempo più breve possibile", come spiega a Fanpage.it.

Domande respinte nonostante i requisiti per presunti errori delle banche dati

Il bonus under 35 per l'autoimpiego, introdotto dal decreto Coesione del 2024 con un fondo da un miliardo di euro, prevedeva un contributo mensile di 500 euro, fino a un massimo di 18mila euro in tre anni, per i giovani disoccupati che avviavano un'attività nei settori della transizione digitale ed ecologica. A gennaio 2026 il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha esteso la misura anche ai liberi professionisti con partita Iva, spingendo l'Inps a riaprire i termini per le domande. Per accedere al beneficio erano stati fissati dei requisiti precisi: aver aperto la partita Iva entro i termini previsti, risultare disoccupati prima dell'avvio dell'attività, operare con un codice Ateco idoneo ed essere in regola con i contributi.

Lo scorso 10 giugno l'Inps ha concluso l'istruttoria delle domande, accogliendone alcune e respingendone altre, con la possibilità di chiedere un riesame entro 30 giorni. Proprio gli esiti negativi hanno però sollevato le proteste di numerosi giovani professionisti, che contestano i motivi dei rigetti: tra le criticità segnalate figurano presunte irregolarità contributive inesistenti, contestazioni sullo stato di disoccupazione nonostante la percezione della Naspi e anomalie nelle comunicazioni ricevute durante la fase di riesame.

Riesami fermi dopo la scadenza dei termini: in tanti aspettano ancora una risposta dall'Inps

I 30 giorni per presentare la domanda di riesame sono scaduti il 10 luglio e, da allora, centinaia di giovani attendono di sapere se riceveranno o meno il bonus under 35. Alcuni hanno contattato le sedi territoriali dell'Inps per avere chiarimenti sui tempi di definizione delle pratiche, sentendosi rispondere che la verifica dei requisiti per l'accesso all'incentivo è di esclusiva competenza della sede centrale. In altri casi, i funzionari hanno spiegato di non poter avviare l'istruttoria perché le procedure non sono ancora state definite e che, di conseguenza, la valutazione delle istanze di riesame non è ancora iniziata. Alcune sedi hanno inoltre assicurato che procederanno non appena sarà possibile intervenire a livello territoriale, mentre altre ritengono che questa pratica non sia di loro competenza.

Insomma, anche tra le diverse sedi dell'Inps le informazioni disponibili appaiono limitate e talvolta discordanti. Secondo quanto riferito da un dipendente della sede centrale a un richiedente, sarebbero in corso interlocuzioni con il ministero del Lavoro, competente per la gestione del bonus, e solo al termine di questo confronto potranno essere avviate le istruttorie sulle domande di riesame.

Per cercare di capire se ci fossero novità sui tempi previsti per la definizione delle pratiche, Fanpage.it ha contattato direttamente l'Inps. L'istituto ha reso nota in anteprima una comunicazione che verrà diffusa nei prossimi giorni: tutte le domande di riesame saranno evase entro la fine di agosto e chi ha avuto esito positivo riceverà i pagamenti spettanti entro il mese successivo.

Oltre la delusione e la rabbia: i giovani si mobilitano per avere risposte

Intanto la lunga attesa che si è accumulata pesa soprattutto su chi, confidando nel contributo, ha già sostenuto investimenti per la propria attività. "È un po' un'ingiustizia che, nonostante i requisiti corretti, non si riesca a ottenere il bonus", racconta a Fanpage.it una giovane fotografa di Cuneo, anche lei esclusa per un presunto errore nelle banche dati. "Ho comprato varie attrezzature in questi mesi, tra cui hard disk da 200 euro l'uno e un obiettivo da mille euro, tutto pagato di tasca mia. Erano spese per le quali avrei potuto utilizzare il bonus, sarebbe stato meglio non illuderci. Ormai un danno c'è stato, anche se sono fiduciosa che possa risolversi".

Tra le segnalazioni raccolte c'è anche quella di Michele, manager musicale, la cui richiesta, dopo sei mesi di attesa, è stata respinta perché ritenuta tardiva, a seguito della riapertura dei termini decisa nel 2026 per consentire anche ai liberi professionisti di presentare domanda. "È stato un percorso a ostacoli fin dall'inizio: chi ha fatto domanda in modo puntuale è stato scartato dal sistema informatico, nessuno è stato avvisato della possibilità di annullare e rifare la pratica. Se il software sbaglia la prima informazione, salta tutto: è una catena", spiega. "Ai patronati non è stata data la possibilità di operare su questo bonus, quindi ho dovuto contattare un avvocato – continua –  Nessuno di noi vorrebbe spendere ulteriori soldi per andare davanti al Giudice del Lavoro, c'è già stato a tutti gli effetti un danno bello grosso".

Di fronte all'incertezza, un gruppo di giovani ha deciso di presentare un'istanza collettiva alla sede centrale dell'Inps per ottenere risposte sui tempi delle istruttorie, sul numero delle domande respinte e su quello dei riesami. A promuovere l'iniziativa è stato Simone, dopo che la domanda presentata dalla moglie Edwina è stata respinta perché, secondo l'Inps, la data di apertura della sua attività non rientrava nel periodo previsto dal bando. "Un motivo che non sussiste, perché nella pagina stessa dell'Inps è indicata la data di apertura e coincide con quella dichiarata. È una situazione che fa arrabbiare", spiega Simone.

Edwina ha 29 anni, è australiana e lavora come ceramista. Non parlando bene l'italiano, si è affidata al marito per seguire la pratica. "È stato deludente non ricevere il bonus, perché soddisfavo tutti i requisiti, alla fine ho dovuto chiedere un prestito ed è stato piuttosto difficile", racconta lei.  "Molte persone lamentano il fatto che non ci siano più tante attività artigianali come la mia – continua – ma la verità è che chi vorrebbe aprirne una spesso rinuncia perché è troppo difficile".

Finora una cinquantina di persone, provenienti da tutta Italia, hanno aderito all'appello lanciato da Simone per dimostrare di aver tentato ogni strada possibile per ottenere chiarimenti. Il timore, però, è che se la situazione dovesse rimanere bloccata si renda necessario ricorrere alle vie legali. "Molti di noi hanno mandato delle richieste di accesso agli atti – spiega Simone – ma nessuno è riuscito a sapere con esattezza da dove arrivano i dati che hanno comportato il rigetto".

Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Lavoro, Previdenza Sociale
Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Lavoro, Previdenza Sociale

L'interrogazione di Mazzella (M5S) alla ministra Calderone: "Dai giovani preoccupazione fondata"

L'istanza collettiva presentata dai giovani professionisti è arrivata anche all'attenzione del senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, che nei giorni scorsi ha depositato un'interrogazione parlamentare rivolta alla ministra del Lavoro Calderone per chiedere di fare chiarezza sullo stallo delle domande di riesame. Nel testo, il parlamentare evidenzia come, a oltre un mese dall'apertura della procedura, le istanze risultino ancora ferme nello stato di "presentato" e come le stesse sedi territoriali dell'Inps abbiano dichiarato di essere in attesa di istruzioni operative dalla Direzione centrale. L'interrogazione di Mazzella segue quella già presentata dal deputato del Partito democratico, Claudio Stefanazzi, rivolta sempre a Calderone, per chiarire le modalità di spesa del bonus per gli assegnatari. 

"Ho ricevuto una segnalazione via email da un rappresentante di questo gruppo di giovani imprenditori che si sono visti respingere la domanda – racconta Mazzella a Fanpage.it – Tutt'oggi le risposte non sono ancora arrivate e questo sta creando una preoccupazione fondata". Il senatore sottolinea inoltre come non esista, al momento, una scadenza entro cui l'Istituto dovrà concludere le istruttorie: "La revisione quando verrà fatta? Qual è la data entro cui si concluderà? Il bonus scadrà il 31 dicembre 2028 e c'è il rischio che più si va avanti, meno si acquisisce il beneficio". Questa situazione, secondo Mazzella, rischia di penalizzare soprattutto chi ha già investito per avviare la propria attività: "Sono tutti piccoli imprenditori, giovanissimi, che hanno già fatto delle spese, quindi questo bonus è una sorta di ristoro per loro". Il parlamentare intende quindi chiedere alla ministra Calderone di verificare lo stato delle pratiche e di intervenire affinché l'Inps "faccia chiarezza e vengano evase tutte queste richieste nel più breve tempo possibile".

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