Sembrano non fermarsi le tensioni interne al governo in merito alla futura Legge di bilancio. Non è bastata la risposta negativa di Luigi Di Maio di ieri al deputato di Italia Viva, Luigi Marattin, che chiedeva l'abolizione immediata e totale di Quota 100. Ora è Matteo Renzi in persona che torna ad alzare la voce chiedendo – attraverso la sua enews – di eliminare il provvedimento cavallo di battaglia leghista dello scorso governo: "Quota 100 è pensato solo per chi ha già diritti – dice l'ex presidente del Consiglio – togliere questa misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori sarebbe giusto e molto utile. Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari".

La risposta era già arrivata da Di Maio che da Lussemburgo, dove partecipa al consiglio Affari esteri dell'Ue, replica: "Il Movimento Cinque Stelle non voterà mai una legge di bilancio che elimini Quota 100 perché creerebbe nuovi esodati dopo quelli provocati dalla riforma Fornero – aggiunge – in Parlamento non ci sono i voti per abolirla", bollando l'iniziativa come "una fantasia poco felice" di Italia Viva.

L'ex presidente del Consiglio, dopo essersi detto soddisfatto del consenso unanime sul fatto che l'Iva non verrà alzata, ha però ribadito la sua contrarietà a fare mini-aumenti di tasse. Renzi si è opposto esplicitamente all'introduzione delle tasse sul gasolio o sullo zucchero. "Tagliamo i costi piuttosto – ha detto -. Pensate che oggi le spese per beni e servizi sono tra i 10 e i 15 miliardi in più rispetto a quando al Governo eravamo noi. Assurdo un aumento così rilevante, no? Si dovrebbe tornare al livello della spesa media del Governo Renzi. Ma in alternativa prendiamo i soldi dai tagli, non dalle tasse. Ad aumentare le tasse sono capaci tutti".

Le tensioni che erano emerse durante il vertice notturno del Governo, durato fino alle 2:00 di stanotte, non sembrano quindi ancora essere rientrate ed è evidente dalle ultime dichiarazioni che i capi politici non hanno intenzione di cedere sulle loro posizioni diametralmente opposte. Negli ultimi giorni si era parlato di una possibile soluzione all'impasse attraverso la rimodulazione degli attuali posticipi trimestrali per i dipendenti privati e gli autonomi e di quelli semestrali per i dipendenti pubblici, che potrebbe portare ad un risparmio e al contempo non prevederebbe un taglio netto di Quota 100, ma solo una modifica. La partita, comunque, dovrà essere chiusa nelle prossime ore.