Il pass annunciato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, garantirà la libertà di movimento dei cittadini e verrà fornito a chi è stato vaccinato, è guarito dal Covid o è risultato negativo a un tampone. Questo pass di cui si parla da qualche giorno servirà per consentire gli spostamenti tra Regioni di colori diversi ma anche per partecipare ad alcuni eventi, come i concerti o la presenza allo stadio. Resta però un problema, legato alla logistica e ai tempi: servirà una piattaforma unica, contenente tutti i dati. Per introdurla ci vuole tempo e potrebbe arrivare non prima di giugno. Un problema comune a tutta l’Ue, che sembra infatti far slittare l’arrivo del pass comunitario tra giugno e luglio.

Come si può ottenere il pass per gli spostamenti

Per avere il pass che garantisce maggiore libertà di movimento e la possibilità di spostarsi, per esempio, da una regione arancione a una gialla, ci sono tre possibilità: aver effettuato un tampone, con esito negativo, nelle ultime 48 ore; essere vaccinati; essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi. A confermarlo è anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “Partiremo probabilmente con la creazione di un pass cartaceo, per farlo poi diventare digitale più avanti. Saranno tre le possibilità per ottenerlo: non solo la vaccinazione, ma anche un tampone nelle ultime 48 ore oppure l'aver avuto il Covid nei sei mesi precedenti”.

Come potrebbe funzionare il pass

Secondo quanto anticipa la Repubblica, il governo sta valutando due opzioni per la funzionalità del pass. La prima ipotesi è quella di una card, una scheda. La seconda è quella di un’app con un codice Qr da esibire o stampare. Nel primo caso verrebbero semplificate le operazioni per le persone più anziane, mentre nel secondo gran parte del resto della popolazione. Per quanto riguarda la piattaforma si pensa a quella di Poste, già utilizzata anche per prenotare i vaccini in alcune Regioni. Su questa piattaforma i dati dovranno essere caricati dalle Regioni che gestiscono la campagna vaccinale, dai medici che certificano le guarigioni e dalle farmacie (o altre strutture) che effettuano i tamponi e devono inserire sul sistema le informazioni. Per il ritiro della scheda da parte dei cittadini si starebbe pensando di ricorrere a più luoghi possibili, a partire da farmacie, ufficiali postali, studi medici.

I tempi per l’arrivo del pass per gli spostamenti

Il problema principale è legato alla tempistica. In primis servirà il via libera del Garante della Privacy, anche per mettere a tacere le polemiche sulle limitazioni dovute a ragioni sanitarie. In attesa della piattaforma e del pass vero e proprio probabilmente verrà consentito ai cittadini di spostarsi tra regioni di diverso colore solamente con i certificati che attestano la guarigione, la vaccinazione o il tampone negativo. Non è detto che avverrà già dal 26 aprile, con il via libera agli spostamenti che potrebbe arrivare anche dopo, anche se si aspetta il decreto per capire quali saranno le regole. In settimana si dovrebbe riunire la cabina di regia del governo per decidere sul pass e provare a introdurlo al più presto possibile, magari con una soluzione transitoria e il pass vero e proprio che potrebbe arrivare solamente più avanti, forse anche a giugno.