Ostetrica di famiglia, visite a domicilio e aiuto psicologico alle nuove mamme: la proposta di legge M5s

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La proposta di legge “La genitorialità non nasce da sola”, presentata dalla deputata M5S Gilda Sportiello, prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro l’anno per migliorare l’assistenza dopo la nascita o l’adozione di un figlio. “Questi bisogni troppo spesso sono lasciati alle possibilità economiche delle famiglie”, spiega a Fanpage.it.
Intervista a Gilda Sportiello
Deputata del Movimento 5 Stelle

Ostetriche attive nelle strutture di sanità territoriale, visite domiciliari nei primi mille giorni dall'arrivo di un figlio e uno screening per la depressione perinatale offerto a tutte le donne. Sono questi i punti centrali della proposta di legge "La genitorialità non nasce da sola", presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello, con "l'obiettivo di dare una risposta ai molteplici bisogni che emergono dopo la nascita o l'adozione di un figlio e che purtroppo, ancora oggi, sono lasciati alla possibilità delle famiglie di potersi permettere questo tipo di assistenza", come spiega a Fanpage.it.

"La genitorialità non nasce da sola": la proposta di legge per aiutare le neomamme

Il testo, presentato in conferenza stampa alla Camera il 27 ottobre, punta su modelli di presa in carico continuativa dell'intera famiglia, che integrino i servizi ospedalieri con quelli territoriali. La proposta di legge prende in considerazione il percorso della gravidanza, il momento del parto e i primi tre anni successivi, dando centralità alle necessità delle neomamme, oltre che a quelle dei neonati.

"Questa proposta di legge nasce da una coralità di esperienze – spiega la deputata Sportiello a Fanpage.it – Sono state ascoltate diverse persone per arricchire e rendere più completa questa base di partenza, che ci auguriamo possa essere discussa al più presto". Insieme a Sportiello hanno lavorato alla stesura del testo l'ostetrica Alessandra Bellasio, la scrittrice Francesca Bubba e la giornalista Corinna De Cesare.

Per finanziare la proposta è previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro annui. Le risorse saranno destinate in via prioritaria all'assunzione di ostetriche, alla formazione del personale e al potenziamento dei consultori nelle aree svantaggiate.

Nasce l’ostetrica di famiglia e di comunità: come funzionerà il suo lavoro

Tra i punti centrali della proposta di legge c'è l'istituzione della figura dell'ostetrica di famiglia e di comunità, una "professionista sanitaria responsabile, per la parte di sua competenza, di prevenzione, educazione e promozione della salute", come si legge nel testo. Questa figura si occuperà anche di assistenza nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva, della gravidanza fisiologica, del puerperio e della salute materna e infantile. Opererà nei servizi territoriali delle Asl, nei consultori e nelle case della comunità, ma potrà prestare servizio anche nei centri antiviolenza, nelle carceri, nelle scuole e negli studi pediatrici o di medicina di base.

La proposta chiede alle Regioni di raggiungere, entro tre anni dall'entrata in vigore della legge, un rapporto di un'ostetrica ogni 10.000 abitanti. L'obiettivo è garantire una prima visita domiciliare entro 48 ore dalla dimissione dall'ospedale dopo il parto, una seconda entro i primi dieci giorni di vita del neonato e ulteriori visite nei primi tre anni di vita del bambino, in base ai bisogni della madre, del bambino e della famiglia.

"Sono tante le situazioni che possono verificarsi con l'arrivo di un figlio e prendere in carico il benessere e la salute psicofisica del nucleo familiare e dei genitori è una priorità di questa proposta di legge". Per raggiungere questo obiettivo, il testo prevede anche l'istituzione, presso le aziende sanitarie, di équipe multidisciplinari di supporto alla genitorialità, coordinate dall'ostetrica e composte da almeno un pediatra e uno psicologo o psicoterapeuta esperto in salute materna.

Nella stessa direzione vanno il potenziamento dell'assistenza domiciliare e il rafforzamento della rete dei consultori, "perché ricordiamo che ancora oggi, a più di 50 anni dalla loro istituzione, purtroppo non è garantita la proporzione tra numero di consultori e abitanti nel nostro Paese".

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La deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello

Violenza ostetrica e tutela dei diritti delle partorienti: cosa prevede la proposta

Una parte rilevante della proposta di legge riguarda la tutela dei diritti in sala parto. "Abbiamo ascoltato racconti che denunciano la mortificazione e la colpevolizzazione delle partorienti in seguito a procedure non richieste e non necessarie – continua Sportiello – Anche durante l'allattamento spesso si punta il dito contro le donne, etichettate come ‘quelle che non ce l'hanno fatta'. Noi, invece, vogliamo assolutamente ribaltare questa narrazione e fare in modo che questi problemi non restino confinati a esperienze personali, vissute tra le mura domestiche. C'è un filo rosso che lega tutte queste solitudini, spesso taciute".

Il testo propone quindi che, all'inizio della gravidanza, la donna riceva il "Fascicolo del percorso nascita" o "Carta dei diritti della partoriente", elaborata sulla base di un modello che l'Istituto superiore di sanità dovrà predisporre entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. Il documento conterrà informazioni sulle diverse opzioni di parto, sull'analgesia, sull'episiotomia, sul monitoraggio fetale, sullo skin-to-skin e sul rooming-in. È inoltre previsto che il consenso informato della partoriente venga raccolto e documentato per ogni trattamento e che possa essere revocato in qualsiasi momento.

Salute mentale delle neomamme: screening universale e percorsi gratuiti

Per prevenire situazioni di disagio e fragilità, il testo prevede lo screening universale della depressione e dell’ansia perinatale. Sono inoltre garantiti percorsi terapeutici gratuiti e prioritari nelle strutture pubbliche, con tempi di accesso e modalità di presa in carico definiti, anche per il trauma da parto e il disturbo da stress post-traumatico post-partum. È prevista, inoltre, una formazione obbligatoria sui traumi da parto e sulla sindrome post-traumatica da stress rivolta a tutte le ostetriche e ai pediatri. Un decreto del ministro della Salute, da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, definirà le modalità attuative, le prestazioni e i tempi di accesso ai servizi.

Secondo Sportiello, le esperienze di difficoltà psicologica nel periodo intorno al parto "sono tantissime, ma non tutte emergono perché spesso vengono silenziate. C'è ancora una cultura che colpevolizza e che fa pensare alle donne che non sono abbastanza se hanno difficoltà a far fronte a un momento di stravolgimento così grande come quello che si presenta dopo la nascita o l'adozione di un figlio".

Denatalità, il peso della carenza di servizi sulle scelte delle famiglie

La deputata pentastellata precisa che questa proposta di legge non nasce con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della denatalità nel nostro Paese: "Al centro di questo discorso va messo sempre il desiderio delle persone di avere figli e diventare genitori. Dopodiché, sicuramente, mancano una serie di servizi che impediscono che questo desiderio si trasformi in un ostacolo insormontabile per chi lo ha, ma si trova a fare i conti con una carenza strutturale di servizi di assistenza. Una mancanza che, chiaramente, rende difficile, se non impossibile, pensare di poter diventare genitori o di poterlo diventare per una seconda volta".

In questo quadro, la deputata sottolinea anche l’importanza che la proposta di legge faccia esplicito riferimento a personale qualificato. "Ci abbiamo tenuto perché spesso la risposta a questi bisogni viene delegata non solo al settore privato, ma anche a una serie di figure inadeguate a cui le famiglie si rivolgono perché si ritrovano completamente prive di strumenti di fronte alle tante sfide che si presentano. È importante trovare una convergenza sulla necessità di un supporto e di un’assistenza adeguati, ma è altrettanto determinante che questi vengano garantiti nella maniera giusta".

L'appello di Sportiello: "Non aspettiamo un'altra tragedia per intervenire"

Ora il testo dovrà affrontare l'iter di discussione in Parlamento e Sportiello si augura che "sebbene ci troviamo nello scorcio finale di questa legislatura, si possa trovare una convergenza o una volontà politica determinata per poter andare in questa direzione". La deputata aggiunge che "non mi fermerei a questa legislatura: vorrei che questo fosse un tema prioritario per tutte le forze politiche, anche nella costruzione dei programmi per la prossima legislatura", perché "non dobbiamo trovarci di fronte all'ennesima tragedia per poter riflettere su quanto sia importante fornire supporto e dare risposta a quei bisogni che spesso non hanno neanche voce".

Alla domanda se, secondo lei, il testo troverà il favore della maggioranza di centrodestra, la deputata risponde che "con le forze politiche che rappresentano oggi il governo c'è una distanza ideologica su questi temi che, per quanto mi riguarda, è enorme. Penso anche all'educazione affettivo-sessuale nelle scuole e al modo in cui è stato affrontato il tema: c'è un'impostazione ideologica che non si avvicina alle evidenze scientifiche".

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