Natalità ai minimi storici, sempre più donne congelano gli ovociti: Pd e 5s puntano al social freezing gratuito

L'Italia nel 2025 ha toccato il minimo storico di nuovi nati dal secondo dopoguerra: 355mila. Il dato emerge dal Dossier Natalità 2026: volere o potere, realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con l'Istituto nazionale di statistica (Istat). Secondo il rapporto, per il 62% degli italiani la scelta di diventare genitori è frenata da motivi economici e sociali, fattori che contribuiscono anche a posticipare l'età del primo figlio, che oggi si attesta intorno ai 32 anni. In questo contesto, la crioconservazione degli ovociti, nota anche come social freezing, rappresenta un'opportunità per programmare una gravidanza anche quando la fertilità naturale diminuisce.
In Italia questa pratica è consentita, ma comporta costi elevati, compresi tra i 2.500 e i 4.000 euro. È invece coperta dal Servizio sanitario nazionale soltanto per le pazienti oncologiche. Per questo motivo diversi partiti politici si stanno muovendo per estenderne l'accesso anche ad altre categorie di donne. Va in questa direzione la proposta di legge presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Carmen Di Lauro, che punta a rendere la crioconservazione gratuita per le donne tra i 27 e i 35 anni. Il testo è ancora in attesa di essere calendarizzato, ma Di Lauro spiega a Fanpage.it: “Da parte mia ci sarà l'impegno a presentare emendamenti sul social freezing nella prossima legge di bilancio, la cui discussione partirà dalla Camera”.
La natalità in Italia è ai minimi storici: solo 355mila nuovi nati
Nel 2025 in Italia sono nati 355mila bambini e il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, contro l'1,18 del 2024. Si tratta di numeri molto lontani da quelli desiderati. Secondo il Dossier Natalità 2026, infatti, se le intenzioni di fecondità dichiarate si fossero concretizzate, lo scorso anno sarebbero nati circa 760mila bambini, più del doppio di quelli effettivamente nati.
Questo divario tra desideri e realtà è sempre più legato alle condizioni economiche e lavorative delle coppie, più che a un cambiamento culturale. Oltre 2,8 milioni di italiani indicano infatti le difficoltà economiche e occupazionali come il principale ostacolo alla scelta di avere figli. Le condizioni di lavoro pesano soprattutto sulle donne: quasi una su due (49,9%) teme conseguenze negative sulla propria carriera in caso di maternità, contro il 24% degli uomini.
Sempre più donne praticano il social freezing: che cos'è
Di fronte a queste difficoltà, sempre più donne scelgono di ricorrere alla crioconservazione degli ovociti, conosciuta anche come social freezing. Si tratta di una tecnica di preservazione della fertilità che consente alle donne di prelevare e congelare i propri ovociti per utilizzarli in futuro attraverso la procreazione medicalmente assistita.
Secondo i dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità, nel 2025 in Italia sono state effettuate 1150 procedure, con un aumento del 44% rispetto al 2024. Va però precisato che questi dati provengono dal Registro nazionale della Procreazione medicalmente assistita e non sono disponibili in forma disaggregata. Solo una parte delle donne che si sono sottoposte alla procedura ha potuto accedervi attraverso il Servizio sanitario nazionale, che la garantisce esclusivamente alle pazienti oncologiche. Tutte le altre ne hanno dovuto sostenere personalmente il costo, che può arrivare fino a 4.000 euro.
La proposta del Movimento 5 Stelle: social freezing gratis fino ai 35 anni
È stata questa anche l'esperienza di Carmen Di Lauro, deputata del Movimento 5 Stelle, che ha sperimentato in prima persona le difficoltà di accesso al social freezing, una procedura che richiede un notevole impegno sia fisico che economico. Per questo, nel marzo 2025, ha presentato una proposta di legge sulla “conservazione delle cellule riproduttive per la preservazione della fertilità maschile e femminile”. Il testo prevede l'estensione dell'accesso gratuito alle donne tra i 27 e i 35 anni, con uno stanziamento di 10 milioni di euro per finanziare la misura e di altri 2 milioni destinati a una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta a giovani uomini e donne.
La proposta è al momento ferma, in attesa di essere calendarizzata per la discussione alla Camera. Di Lauro spiega però a Fanpage.it che intende “presentare emendamenti sul social freezing alla prossima legge di bilancio, dal momento che quest'anno la discussione partirà dalla Camera, cercando una convergenza tra diversi partiti, perché può essere un tema trasversale”. “Quando ho presentato la mia interrogazione in Commissione Affari sociali – aggiunge – c'è stata un'apertura da parte del sottosegretario Gemmato e il governo ha riconosciuto l'esistenza di una domanda crescente da parte delle donne”.
In questo dibattito, c'è anche un'altra prospettiva da considerare: quella maschile. La proposta di legge presentata da Di Lauro prevede infatti l'accesso alla crioconservazione degli spermatozoi anche per gli uomini tra i 18 e i 40 anni, nella convinzione che la tutela della fertilità "non debba trasformarsi in una pressione sulle donne e che la comunicazione debba rivolgersi a entrambi i sessi".

Le proposte di Azione e Pd, così la politica si muove per la natalità
Una convergenza tra i diversi gruppi parlamentari sembra già delinearsi. Martedì 28 luglio, infatti, Di Lauro ha organizzato alla Camera un incontro dal titolo "Crioconservazione gratuita degli ovociti: un impegno comune", al quale hanno aderito anche le deputate Giulia Pastorella (Azione) e Ilenia Malavasi (Partito democratico). Quest'ultima aveva già sottoscritto a novembre 2025 una proposta di legge per inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela del diritto alla genitorialità e rendere la crioconservazione degli ovociti per ragioni sociali accessibile a tutte le donne, superando le attuali disparità regionali e garantendo l'accesso indipendentemente dalle condizioni economiche.
Nel corso dell'incontro, anche Pastorella ha annunciato che Azione sta lavorando a una propria proposta di legge: “È un modo per mantenere alta l'attenzione sul tema, ho chiesto alla presidente della Commissione sulla transizione demografica, Elena Bonetti, di avviare un ciclo di audizioni per affrontarlo in tutte le sedi”. La deputata auspica che “tutte le proposte vengano calendarizzate e abbinate, e per questo l'occasione della legge di bilancio è ottima”. Pastorella ha poi sottolineato che l'interesse per il social freezing non nasce dall'obiettivo di dire alle donne "facciamo più figli", ma dalla volontà di garantire loro una reale libertà di scelta: “Va considerato come una polizza assicurativa sulla propria fertilità. Non è la soluzione al problema della natalità, ma rappresenta sicuramente una possibilità in più”.
Puglia, Toscana e Sicilia verso il social freezing per tutte le donne
Anche dai territori arrivano segnali importanti. In Puglia, dove dallo scorso anno le donne fino a 37 anni con un Isee inferiore a 30mila euro possono richiedere un contributo fino a 3mila euro per il social freezing, il fondo stanziato è già stato esaurito. Parallelamente, in Toscana il gruppo consiliare del Partito democratico ha presentato una proposta per introdurre una misura analoga, mentre iniziative simili sono state avanzate anche dai consiglieri del Movimento 5 Stelle in Sicilia. Secondo la pentastellata Di Lauro, però, senza una norma nazionale il rischio è quello di creare "un'Italia a due velocità, con un sistema sanitario che funziona in maniera diversa tra le Regioni".
A chiedere un intervento a livello nazionale sono innanzitutto le giovani donne, come dimostrano le adesioni alla campagna "Stiamo fresche". Oltre 28mila persone hanno firmato la petizione promossa dall'omonimo gruppo per chiedere che la crioconservazione degli ovociti sia accessibile a tutte. "Dai dati che abbiamo raccolto emerge che l'80% delle donne sa cos'è il social freezing, ma solo il 14% conosce i rischi della procedura e sa a chi rivolgersi sul territorio nazionale", spiega Marta Maria Nicolazzi, sociologa e co-fondatrice di Stiamo fresche. "Le persone chiedono che vengano compiuti passi concreti su questo tema – conclude – ma tra questi deve esserci anche un forte impegno sul fronte dell'informazione".
Se anche tu hai provato a ricorrere alla crioconservazione degli ovociti, e hai incontrato difficoltà per accedere a questo trattamento, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui per condividere la tua esperienza.