Mario Roggero resta in carcere, il tribunale respinge la sospensione della pena al gioielliere

Mario Roggero resta in carcere. L'Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di sospensione e di differimento della pena al gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva a 14 anni e 8 mesi per aver ucciso due dei tre rapinatori che fuggivano dopo l'assalto alla sua attività commerciale. L'istanza era stata avanzata dall'avvocato del negoziante, Stefano Marcolini, in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone.
La giudice di sorveglianza Elena Massucco ha motivato la decisione in quanto il beneficio richiesto sarebbe previsto per situazioni diverse da quella in esame, essendo destinato ai casi in cui l'esecuzione della condanna non sia ancora iniziata e, in genere, riguardi pene di durata contenuta. Nel caso di Roggero, invece, la detenzione era già iniziata dopo l'ingresso nel carcere di Bollate. Il gioielliere, infatti, si è costituito nell'istituto di pena venerdì pomeriggio. Il provvedimento della magistratura precisa, inoltre, che non sono emersi elementi di particolare urgenza o necessità tali da giustificare un intervento immediato e che le valutazioni sull'eventuale differimento dovranno essere rimesse al Tribunale di sorveglianza. La stessa istanza era stata presentata anche al tribunale di sorveglianza di Milano. Quest'ultimo si è dichiarato incompetente e ha rinviato gli atti a Torino, e alla Corte di Cassazione, chiamata in causa per risolvere un possibile conflitto di competenze.
La figlia: "Speriamo nella grazia o nei domiciliari"
La notizia è stata accolta dallo sconforto dei familiari. La figlia di Roggero, Laura, ha commentato amaramente: "È una questione che stanno seguendo i nostri legali. Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età".
Mariangela Sandrone, moglie di Roggero, aveva presentato domanda di grazia, argomentando che la sentenza di condanna "rappresenta per mio marito Mario una sorta di ergastolo" e "che tale pronuncia, se eseguita rappresenterebbe per me, per le nostre quattro figlie e per la famiglia tutta una ulteriore condanna a non poter più vedere Mario in libertà, per non parlare dei danni economici all'attività della nostra gioielleria".
Il procuratore Viola: "Abbassare i toni ed evitare gli eccessi"
Il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, intanto, ha lanciato un appello ad "abbassare i toni, da parte di tutti e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro". Una dura replica agli attacchi social contro i magistrati che hanno condannato Roggero. Per Viola, bisogna "provare a valutare dopo avere letto bene le motivazioni dei provvedimenti. Ma soprattutto bisogna tornare a rasserenare il clima, tornare ad un rapporto istituzionale che consenta anche di evitare eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni. Io dico che il Parlamento, il legislatore – ha concluso il procuratore – deve fare il suo compito, deve valutare tranquillamente quello che c'è da fare e lo stesso deve fare la magistratura, applicando la norma per quello che è adesso. Quando il Parlamento dovesse modificarla – ha concluso -, ne prenderemo atto e credo che tutti ragioneremo in maniera diversa".