Caso Mario Roggero, sequestrati al gioielliere condannato anche 50mila euro da un conto estero

Dopo la condanna al pagamento di 480mila euro in favore dei familiari dei tre rapinatori inseguiti e colpiti con un’arma da fuoco il 28 aprile del 2021, a Mario Roggero sono stati confiscati in via conservativa 50mila euro a garanzia delle spese di giustizia. Lo fa sapere la Procura generale di Torino, che ha chiesto e ottenuto il sequestro della cifra accreditata su un conto corrente tunisino intestato proprio a Roggero e alla moglie.
Nell’aprile del 2021, il gioielliere torinese inseguì con un’arma da fuoco i tre rapinatori entrati nella sua gioielleria armati di un coltello e una pistola giocattolo. Dopo aver puntato l’arma, seppur finta, contro la moglie e la figlia di Ruggero, i tre hanno cercato di risalire in macchina per la fuga.
I rapinatori avevano appena svaligiato l’attività ed erano usciti dal retro quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola esplosi da Roggero: due sono morti, un terzo è rimasto gravemente ferito.
Per l’omicidio e il tentato omicidio del terzo uomo, Roggero è stato condannato a 14 anni di carcere. Secondo quanto decretato dalla Corte d’Assise di Asti, il gioielliere dovrà corrispondere anche un risarcimento in favore dei parenti dei tre rapinatori.
Oltre a decretare il pagamento di 480mila euro ai familiari dei tre malviventi, per la Procura generale di Torino era necessario anche muoversi a tutela delle spese processuali. Per questo ha chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di 50mila euro a garanzia delle spese di giustizia. Il denaro è stato trattenuto da un conto corrente estero intestato a Roggero e alla moglie.
I 50mila euro, come spiega la Procura, arrivano dal conto tunisino sul quale era stato versato un bonifico del Comitato #iostoconmarioroggero prima del giudizio in appello.
Secondo la Corte, Roggero non si è avvalso della legittima difesa poiché non vi era un pericolo imminente (i rapinatori erano infatti già fuggiti) e proporzione tra offesa e difesa. I giudici hanno valutato il pericolo come cessato quando i malviventi hanno abbandonato il negozio e hanno sottolineato che due morti e un ferito grave non sono proporzionali a una minaccia a beni materiali.