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L’avvocata di Fakir morto a Bologna: “Temeva di essere deportato”. Fabio Anselmo assiste la famiglia

Barbara Spinelli è l’avvocata che seguiva Fakir Abderrahim, morto a Bologna durante un controllo della Polizia: “Aveva una paura che nasceva dal sentirsi la responsabilità delle persone che lavoravano con lui”. I parenti nominano Fabio Anselmo, avvocato nei casi Aldrovandi e Cucchi.
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Tutti hanno visto gli ultimi respiri di Fakir Abderrahim. A Bologna, nel giorno in cui il 43enne perdeva la vita durante un controllo di Polizia, la temperatura ha raggiunto una massima di 36 gradi. La sua faccia era contro l'asfalto rovente mentre due agenti lo immobilizzavano, legandogli i polsi con delle fascette. È una scena che conosciamo tutti, che sta animando il dibattito di queste ore e su cui indagano gli inquirenti. Una scena però che non riesce e non può rispondere a una domanda: chi era Fakir Abderraihim? 

Una risposta l'ha data Barbara Spinelli, l'avvocata che lo seguiva per permettergli di costruire un futuro sereno, come spiega la donna a Fanpage.it. Un uomo, come emerge dal suo racconto, che voleva ampliare le sue possibilità lavorative, anche e soprattutto per le persone che collaboravano con lui nell'azienda che aveva aperto.

L'avvocata Spinelli a Fanpage.it ricorda l'uomo morto a Bologna

Un quadro diverso rispetto a quello emerso in queste ore, in cui si è parlato anche di precedenti con la legge per Fakir. Che però aveva pagato il suo debito con la giustizia, per reati non gravi, e da 14 anni era solo concentrato sul suo futuro. Il suo passato non definiva il suo presente e il suo futuro. Aveva un timore, spiega però l'avvocata Spinelli, "ora che stava per realizzare il suo sogno".

"La sua unica paura era la nuova norma in materia di Asilo entrata in vigore a giugno, il Patto europeo. Aveva paura di essere deportato. Una paura infondata perché lui era regolarmente soggiornante. Voleva definire questa situazione per salvare la sua azienda. Voleva vivere tranquillo e sereno e poter avere il passaporto per cercare commesse all'estero. Era un richiedente asilo, richiedente protezione speciale. Aveva tutte le condizioni per averla. Stavamo cercando di accelerare il procedimento. Lui voleva stare qui. È arrivato qui che era bambino ed era cresciuto qui. Questa sua paura nasceva anche dal sentirsi la responsabilità delle persone che lavoravano con lui. Ma anche dalla retorica che aveva accompagnato l'entrata in vigore di queste norme. L'ho tranquillizzato"

Una situazione che non verrà mai definita. E che come ha raccontato in un lungo post su Facebook l'avvocata Spinelli, sarà oggetto di rimorsi e rimpianti. Ma anche di una richiesta di giustizia che hanno avanzato i suoi familiari nelle ore successive alla morte di Fakir. "Poteva essere anche il peggiore dei cattivi, conclude l'avvocata, ma morire così non lo merita nessuno. Si guarda il video ma bisogna immaginare il contesto. Ieri faceva molto caldo a Bologna. C'erano dei bambini affacciati. Nessuno merita di morire così".

Fabio Anselmo assiste la famiglia di Fakir Abderrahim

Nel frattempo la famiglia di Fakir per affrontare l'iter processuale per ricostruire cosa abbia portato alla sua morte, ha scelto l'avvocato Fabio Anselmo. In passato Anselmo si è occupato dei casi di Stefano Cucchi e Riccardo Magherini e contattato da Fanpage.it spiega di essere stanco di continuare a vedere morti del genere. Pone anche una domanda, che al momento non può ricevere risposta. Ovvero, si chiede l'avvocato, come sia stato possibile che gli agenti non si siano preoccupati delle condizioni di salute di Fakir che urlava aiuto. Anselmo è stato contattata dalla famiglia della vittima e li ha incontrati nel suo studio. Le indagini, secondo l'avvocato, andrebbero condotte da un Corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte, come richiesto anche dalla Cedu.

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