Caso Roggero, cosa dice la legge sulla legittima difesa in Italia e perché il gioielliere è stato condannato

In Italia la legittima difesa è disciplinata dall'articolo 52 del codice penale, che è stato per due volte modificato dal centrodestra (l'ultima volta dalla Lega nel 2019, durante il governo Conte I, che ha rafforzato l'ambito di applicazione delle norma).
Se ne discute in relazione al caso di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria il 28 aprile 2021.
Quando si parla di legittima difesa si parla si una "causa di giustificazione", che interviene quando un fatto, che normalmente sarebbe un reato, come per esempio sparare e uccidere un uomo, è consentito dalla legge. Di fatto la norma lascia al cittadino la possibilità di difendersi da solo, in quello spazio di tempo in cui le forze dell'ordine non potrebbero proteggerlo, ma solo a determinate condizioni. Innanzi tutto la legge ammette la legittima difesa solo se la reazione è proporzionata all'offesa, cioè deve essere commisurata alla gravità della minaccia subita.
Poi, nel caso di un'aggressione ai danni di una persona o contro i suoi beni, il pericolo deve essere concreto e attuale, cioè in corso nel momento in cui scatta la reazione, oppure imminente. Una minaccia già conclusa, come quella che riguarda la videnda di Mario Roggero, non rientra nel perimetro previsto dalla normativa. Rientra nella legittima difesa anche un atto commesso in stato di grave turbamento, provocato proprio dalla pericolosità della situazione in atto.
I tre uomini avevano fatto irruzione nel suo negozio, armati di un coltello e di una pistola (giocattolo) e si erano fatti consegnare da lui, dalla moglie e dalla figlia gioielli e contanti. A quel punto erano usciti dal retro per darsi alla fuga a bordo di un'auto, parcheggiata a pochi metri dall'esercizio commerciale. Il gioielliere, come mostrato dalle telecamere, ha preso il revolver che teneva custodito sotto la cassa e ha inseguito i rapinatori, che si trovavano ormai all'esterno, nel tentativo di fermarli prima che scappassero con la refurtiva. Dalla sua pistola sono partiti cinque colpi, quattro dei quali hanno raggiunto i tre uomini dentro l'abitacolo della vettura, quando ormai Roggero e la sua famiglia non rischiavano più la vita, e il pericolo era già finito, non era attuale. Per questo le sue azioni non sono state considerate legittima difesa.
Da venerdì 17 luglio si trova nel carcere di Bollate. Roggero ha sempre detto di aver agito per difendere sé stesso, la propria famiglia e la propria attività, invocando appunto la legittima difesa. La sua versione dei fatti però non è stata accolta dai giudici: prima il tribunale di Asti, in primo grado, lo ha condannato a 17 anni di reclusione. La Corte d'Assise d'Appello di Torino successivamente ha ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, decisione confermata dalla Cassazione.La moglie del giolielliere ha presentato venerdì nel capoluogo piemontese una domanda di grazia.
Cosa dice la legge sulla legittima difesa in Italia
La legge sulla legittima difesa in Italia è regolata dall’articolo 52 del Codice penale, il quale dice che "non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa".
Nel testo si legge poi che "nei casi previsti dall'articolo 614 (quello che disciplina la violazione di domicilio), primo e secondo comma, sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
L'ultima modifica alla legge sulla legittima difesa risale al 2019, quando durante il governo Conte I la Lega ha rafforzato la normativa ampliando le tutele per chi si difende all'interno della propria abitazione o del proprio esercizio commerciale: in quel caso, su spinta dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, è stato introdotto il concetto di difesa "sempre legittima".
Nell'ultima parte dell'articolo 52 del Codice penale si legge che "Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone".
Su cosa è intervenuta dunque la Lega? Come abbiamo visto con quest'ultima modifica normativa viene chiarito che nei casi previsti la proporzione tra offesa e difesa "sussiste sempre". Anche se poi spetta comunque al giudice il compito di valutare caso per caso. Quindi ha aggiunto che e chi reagisce a un'aggressione in casa o nel luogo di lavoro agisce "sempre" con legittima difesa, naturalmente tenendo presenti determinati requisiti (perché la reazione sia consentita deve essere sempre "proporzionata all’offesa" e il pericolo deve essere attuale e concreto).
La normativa modificata nel 2019 inoltre affronta anche i casi di eccesso colposo di legittima difesa (articolo 55 del Codice penale): per proteggere chi si trova in una situazione di particolare fragilità psicologica: il testo esclude la punibilità di chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità "in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".
Perché per il caso Roggero non è stata applicata la legge sulla legittima difesa
Nel caso di Roggero non si può parlare di "pericolo in atto", perché appunto i rapinatori erano ormai fuori dal negozio quando il gioielliere ha aperto il fuoco contro di loro. Non vi era più quindi la necessità per Roggero di difendere la propria incolumità e quella della propria famiglia. Quindi, se il pericolo era già finito, la reazione del gioielliere non può essere interpretata come difesa. E la reazione, l'uccisione dei rapitori fuori dal negozio, non è stata proporzionata all'offesa subita. Su questi punti la Lega non è intervenuta con la legge del 2019.
La vicenda, la condanna e il caso che diventa politico
La vicenda si è trasformata in un caso tutto politico, con la destra che sostiene apertamente le ragioni gioielliere, appoggiando la richiesta di grazia avanzata dalla famiglia. Il caso fa gola al centrodestra, perché il tema fa molto presa sul suo elettorato, in gran parte schierato a favore di Roggero. Per la maggioranza è anche l'occasione per spostare l'attenzione su altro, dopo la batosta subita in Parlamento in occasione del voto sulla legge elettorale, che ha di fatto spaccato la coalizione: le difficoltà emerse sull'emendamento che introduceva le preferenze nel testo della legge elettorale sembrano un brutto ricordo, e la storia di Mario Roggero svolge la funzione di distrattore.
Il leader della Lega Salvini ha detto che bisogna ragionare su come "estendere ulteriormente il concetto di legittima difesa, perché non penso che sia una questione politica o partitica dirsi favorevoli a 14 anni e 9 mesi di carcere per un lavoratore 72enne incensurato che ha reagito all’ennesima rapina". L'idea del Carroccio è quella di estendere la legittima difesa anche all'esterno delle case in caso di rapina con aggressione a mano armata.
Oggi Salvini ha anche fatto visita al gioielliere al carcere di Bollate, in segno di solidarietà. Nel punto stampa all'uscita dal carcere, il vicepremier ha spiegato le tre linee su cui lavora il Carroccio: fare in modo che il condannato torni prima possibile a casa, ampliare la legge sulla legittima difesa e valutare la fattibilità di una candidatura per Roggero alle elezioni politiche del 2027.
In questo quadro Futuro Nazionale di Vannacci non sta certo a guardare e continua a sfidare il centrodestra: "Per aiutare davvero Mario Roggero bisognava votare l'emendamento di Futuro Nazionale presentato all'ultimo decreto Sicurezza che prevedeva di superare il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. Ma tutto il centrodestra, Lega compresa, ha votato contro. Per questo ci stupisce particolarmente l'appello alla grazia, che suona come ipocrita", ha detto nei giorni scorsi il vannacciano Edoardo Ziello.
Il leader di Fn Roberto Vannacci al momento non intende pianificare una visita al carcere di Bollate, ma ha ribadito la sua posizione: "Il concetto è semplice: se io sono a casa mia, se sono per la strada e qualcuno mi aggredisce, la difesa deve essere sempre legittima. Perché è quello stato di turbamento, quella percezione del pericolo che io vittima della criminalità percepisco che deve essere preso in considerazione. E che quindi estende anche il perimetro della legittima difesa ai luoghi vicini rispetto a quello dove si è consumato il delitto", ha detto il generale da Viareggio, sottolineando che il centrodestra avrebbe dovuto accettare la sua riforma della sicurezza basata su "tolleranza zero".
Futuro Nazionale ha anche annunciando che dal prossimo fine settimana sarà presente con i propri gazebo in tutta Italia per lanciare la propria campagna sulla legittima difesa: "Dopo la situazione incresciosa che si è verificata a causa della condanna inflitta al gioielliere Mario Roggero e del tentativo rocambolesco del centrodestra di strumentalizzazione del dolore altrui, è importante informare tutti gli italiani che il gioielliere poteva non essere condannato se fosse stato approvato il nostro emendamento di riforma della legittima difesa presentato nell'ultimo decreto Sicurezza", ha dettto il coordinatore Nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, annunciando anche la presentazione di una proposta di legge sull'argomento.
Per le opposizioni siamo davanti a un caso di pure sciacallaggio politico. Oggi il presidente del M5s Giuseppe Conte ha ribadito che in questa vocenda la "legittima difesa non c'entra nulla". Per L'ex premier le dichiarazioni del centrodestra sono solo un modo "per scaricare sui cittadini la responsabilità: cari cittadini, procuratevi un'arma e fatevi giustizia da soli", ma "È lo Stato che deve garantire la nostra sicurezza, se non vogliamo che l'Italia diventi un far west".
L'apertura dell'istruttoria sulla possibile grazia a Mario Roggero
Il centrodestra ha abbracciato totalmente la sua battaglia, avviando anche una raccolta firme per chiedere al ministero della Giustizia di aprire un'istruttoria (cosa che il ministero ha già fatto, dopo aver concordato la linea con Palazzo Chigi) passaggio necessario per sottoporre la questione al Presidente della Repubblica. Mattarella però poco dopo ha convocato il Guardasigilli, per ricordargli che il Colle non tollererà pressioni su una questione che rientra all'interno delle prerogative del Capo dello Stato. Secondo il presidente del Senato La Russa, però, non ci saranno "strascichi" nel rapporto tra Mattarella e Nordio: "Ha incontrato il ministro della Giustizia su una puntualizzazione che credo fosse ovvia, anche per il ministro".
Fonti del Quirinale hanno spiegato che nel colloquio Mattarella e Nordio non sono entrati nel merito della vicenda, e sarebbe prematuro parlare di grazia, visto che non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione. Mattarella piuttosto si sarebbe concentrato sul metodo e avrebbe ripetuto a Nordio le parole di Luigi Einaudi: "È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
L'attivismo di Nordio, secondo fonti del centrosinistra, sarebbe spiegabile con l'inseguimento di Vannacci: la maggioranza teme uno spostamento di consensi verso Vannacci e dunque ha chiesto al Guardasigilli di avviare l'istruttoria. Terminata questa, sulla base dei risultati ottenuti, il ministro fornirà un suo parere, non vincolante. A quel punto potrebbe decidere di trasmettere l'esito dell'istruttoria al Presidente della Repubblica, il quale potrebbe concedere la grazia totale, ridurre una parte della pena, oppure respingere del tutto la richiesta.
I tempi dell'istruttoria per la grazia del Quirinale comunque non saranno brevi, come ha spiegato anche il legale di Roggero, Stefano Marcolini: "Fiducia per la domanda di grazia? Sì, però dobbiamo sapere che i tempi non sono brevi per un'istruttoria presidenziale. La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma anche quella è di medio termine".