Morta 11enne in piscina a Sestri Levante, indagati i titolari dello stabilimento: indagini su cartello mancante

I nomi di due persone sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte di Alice, la bimba di 11 anni originaria della provincia di Bergamo, vittima di un incidente nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante, dove si trovava in vacanza con la famiglia. Si tratta dei due titolari del bagno, assistiti dagli avvocati Claudio Zadra e Angelo Paone di Genova: è un atto dovuto per consentire loro di partecipare con propri consulenti agli accertamenti tecnici per capire esattamente cosa è successo lo scorso 15 luglio, quando la piccola è rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone della vasca. L'ipotesi di reato è omicidio colposo.
Il decesso è poi avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Gaslini” di Genova, dove l'11enne era stata trasferita ed era arrivata già in condizioni gravissime. I genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi, ma prima di avviare la procedura sul corpo della bambina dovrà essere eseguita l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Fabrizio Givri, che coordina l'inchiesta, affinché chi indaga abbia un quadro più chiaro della situazione. L'incarico verrà affidato m
Diversi sarebbero anche altri aspetti da accertare, in primo luogo il rispetto della normativa regionale che vieta l'utilizzo delle piscine ai minori di 12 anni non accompagnati. Secondo quanto verificato dalla Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure, coordinata dal tenente di vascello Donato Florio, nello stabilimento sarebbe inoltre mancato il cartello che richiama tale disposizione. La bambina, secondo quanto ricostruito, sarebbe rimasta momentaneamente sola in acqua perché i genitori, abituali frequentatori dello stabilimento, si stavano preparando per andare via.
Gli investigatori stanno verificando anche le misure di sicurezza della piscina. La vasca, di piccole dimensioni e profonda circa un metro, non prevedeva la presenza di un assistente ai bagnanti. Proprio uno dei titolari del lido mercoledì aveva liberato la bimba dallo scarico, tagliandole i capelli con un coltello dopo la segnalazione di uno dei presenti.