Il presidente dell'Inps Pasquale Tridico è tornato sul caso delle due ragazzine di Marina di Massa rimaste orfane dopo che la loro madre, Cristina Biagi, è stata uccisa dal loro padre Marco Lojola, che poi si è tolto la vita. L'istituto di previdenza aveva chiesto loto 124mila euro. Ma dopo numerosi appelli, anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, L'Inps ha fatto sapere che non riscuoterà la somma.

"Mi sembra evidente che in questo caso le vittime sono le figlie. Eppure la burocrazia ha finito con il far ricadere su di loro – in quanto eredi – la responsabilità di un padre omicida". Questa storia "è paradossale. Non dite mai più che l'Inps è una sanguisuga, non avremmo mai dato esecuzione all'atto" e quell'atto emesso dall'Inps "era un atto dovuto, necessario per evitare la prescrizione". Tridico, intervistato dal ‘Corriere della Sera' ora vuole fare chiarezza, e spiega che "se non fosse stato emesso prima della prescrizione il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali. Ma noi di questo caso ce ne stavamo occupando da tempo".

"Era all'attenzione di più uffici della direzione generale con l'Avvocatura della Toscana, in collaborazione con la nostra sede di Massa Carrara" spiega ancora il presidente dell'Inps. "Non so più come dirlo, era un atto dovuto. E non so più come ripeterlo: quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra. Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione".

"Ci incontreremo con il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ci siamo già sentiti più volte", per parlare del caso Lojola. "Sono certo che tutto questo clamore aiuterà la politica a trovare presto una soluzione. Ma la soluzione normativa non è certo l'unica strada praticabile – ha spiegato – Ci si può rivolgere all'Avvocatura e  chiedere un parere interpretativo, che venga incontro al caso delle ragazze Loiola. Questo è un caso paradossale, l'ho già detto". 

Il presidente dell'Inps poi ha raccontato una sua dolorosa vicenda personale: "Mia sorella è stata uccisa da suo marito" e tutto è successo "quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine".

"Per me – ha continuato Tridico – mia sorella era ben più di una sorella. Io sono l'ultimo di sette fratelli, lei era la primogenita. Per me alla fine era una seconda mamma". Poi ha aggiunto: "Per mia mamma è stato atroce. Io cerco di fare quello che posso" e "cerco di combattere il fenomeno e proteggere di conseguenza le vittime".