Sul caso della Open Arms il leader della Lega, Matteo Salvini, ha le idee chiare: non vuole farsi processare. Diversamente da quanto sostenuto in altre occasioni, come nel più recente caso Gregoretti. Sulla Open Arms “non chiederò di farmi processare”, dice il leader della Lega a margine di un flashmob al ministero del Lavoro. “Qui c’è una nave spagnola che ha raccolto i migranti in acque maltesi e ha chiesto un porto alla Spagna e a Malta. Che io debba rispondere di questo mi pare molto bizzarro e surreale”, risponde Salvini.

Salvini sui processi a suo carico risponde ancora piccato: “Secondo qualcuno potrei andare a processo anche per il coronavirus, ma non ritengo sia una mia responsabilità. Se la Spagna ha dato disposizione per il porto di Madrid e questi invece di andare là sono venuti in Italia, ne devo rispondere io? Allora se domani uno si sbuccia un dito alla stazione Termini andiamo a giudizio con Salvini? Mi pare davvero eccessivo”.

Nella memoria difensiva presentata da Salvini alla Giunta per le immunità del Senato il leader della Lega sostiene che l’indicazione del Pos “spettava alla Spagna o a Malta e non certo all’Italia. Il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018”. Secondo Salvini, dunque, “l’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms al di fuori di aree di sua pertinenza”.

L’Ong spagnola Open Arms risponde però a Salvini attraverso un tweet in cui si fa riferimento proprio alla memoria difensiva dell’ex ministro dell’Interno: “Salvini dimostra di non conoscere le Convenzioni Internazionali che regolano il soccorso in mare. Parla a sproposito di stato di bandiera, assegnazione porto, ingresso in acque territoriali. Le carte della procura parlano chiaro, c'è chi ha rispettato la legge e chi l'ha violata”.