Questa mattina Matteo Salvini ha depositato la sua memoria difensiva per il caso Open Arms presso la Giunta per le Immunità del Senato. "L'indicazione del Pos, porto sicuro, spettava alla Spagna o a Malta (e non certo all'Italia). Il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", si legge nel documento.

Secondo il leader leghista, "il comandante della Open Arms ha deliberatamente scelto l'Italia quale luogo di attracco e di sbarco". Inoltre, avrebbe "rifiutato il porto sicuro concesso dalla Spagna il 18 agosto, e addirittura rifiutato l'assistenza offerta dalla Capitaneria di Porto italiana che si era detta disponibile ad accompagnare la nave verso la Spagna, prendendo a bordo alcuni immigrati", dal momento che l'imbarcazione era omologata per sole 19 persone e dopo il primo salvataggio in zona Sar (search and rescue) libica con 55 persone a bordo il 1° agosto, il giorno seguente ne ha soccorse altre 69. Secondo la memoria difensiva, la Open Arms si sarebbe dovuta dirigere immediatamente verso la Spagna, Malta o la Tunisia.

"L'Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo"

Secondo Salvini i fatti per i quali viene accusato sono simili a quelli che avevano già coinvolto la stessa Ong nel marzo del 2018, per la quale il Viminale era parte lesa. "In più, la stessa Spagna aveva inviato verso Lampedusa l'unità Audaz per dare assistenza alla Open Arms (18 agosto). È quindi paradossale affermare che, per il solo fatto di essere entrata in acque italiane senza aver ottenuto il Pos, possa configurarsi il reato di sequestro di persona. Gli eventi dell'agosto 2019 sono simili a quelli del 16 marzo 2018, che avevano coinvolto Open Arms e lo stesso comandante e rispetto ai quali la procura di Ragusa aveva già chiesto il rinvio a giudizio (accuse: violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il Viminale è parte lesa)", continua il testo.

Quindi, "l'Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms" che inoltre, si sottolinea, sarebbero avvenuti al di fuori delle sue aree di pertinenza come dimostra la corrispondenza tra la Spagna e Malta. "È sicuramente lo Stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi Ong", conclude la memoria difensiva.

Salvini: "Attacco premeditato contro chi difende l'Italia"

Già questa mattina, attraverso una diretta Facebook, il segretario del Carroccio aveva commentato la vicenda attaccando il governo. "Si scontrano su tutto, sono uniti solo quando c'è da mandare a processo Salvini. Io dovrei essere processato secondo qualcuno perché una nave spagnola che ha raccolto immigrati in acque maltesi e ha chiesto un porto sicuro in Spagna e a Malta, l'Italia non c'entrava niente, ha rifiutato il pos in Spagna e si è diretta deliberatamente verso l'Italia", ha detto l'ex ministro.

Salvini ha poi continuato: "Io per aver bloccato quello sbarco devo giustificarmi e rischio altri 15 anni di carcere. Ma vi rendete conto? Nave spagnola in acque maltesi! Evidentemente era un attacco, premeditato e preventivato all'Italia, agli italiani e al ministro che difende l'Italia e gli italiani. Risultato? Non sono andati a Malta, non sono andati in Spagna: nessuno viene processato a Malta, nessuno viene processato in Spagna. Chi rischia il processo? Matteo Salvini. Evidente che in questi mesi cercano di farmi passare la voglia, di spaventarmi e intimorirmi. Ma io non mollo".