Da lunedì l'Italia sarà di nuovo divisa in fasce. Sarà predominante il colore arancione, non dovrebbe mancare il rosso (per regioni come la Sicilia). E il governo intanto pensa al nuovo Dpcm del 15 gennaio con il quale dare un'ulteriore stretta per arginare l'arrivo della terza ondata del Covid. Fondamentale sarà la verifica dei dati del monitoraggio dell'ISS di oggi pomeriggio. A condizionare le scelte saranno diversi fattori, primo fra tutti la saturazione delle terapie intensive. Dopo i progressi delle scorse settimane, il numero di regioni che supera la soglia d’allerta su questo fronte torna a salire: la media nazionale si attesta infatti al 30%, ma a superare questa soglia sono 11 tra regioni e province autonome. E cresce anche il numero delle regioni che superano la soglia d’allerta del 40% dei posti nei reparti ospedalieri: sono 9. A riferirlo è l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). I dati sono aggiornati a ieri, 6 gennaio.

Stretta per molte regioni: quali sono e cosa rischiano

Per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1 (prima era 1,25) e per la zona rossa Rt a 1,25 e non più a 1,50. In tale ottica sarebbero 12 le regioni che sono a rischio di passaggio in una zona con misure più restrittive: Calabria (1.09), Liguria (1.07) e Veneto (1.07) – avevano in base all'ultimo monitoraggio un Rt superiore all'1 anche nel valore inferiore e, dunque, in caso di peggioramento – si collocherebbero automaticamente in zona arancione. Altre 3 regioni, ovvero Basilicata (1.09), Lombardia (1) e Puglia (1), che superavano l'Rt 1 nel valore medio una settimana fa, potrebbero entrare nella zona arancione. Rischiano anche l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e le Marche, che sfioravano l'Rt 1 (rispettivamente 0.98, 0.96 e 0.99) e la Sardegna, che aveva un Rt a 0.78 ma era classificata a rischio non valutabile. E rischia anche il Lazio che ha un indice di trasmissione di poco sotto l'1, e sopratutto la Sicilia. Quest'ultima potrebbe addirittura passare in zona rossa visto che i tecnici regionali, sulla base dell'alto tasso dei contagi, hanno suggerito un provvedimento simile della durata di 3 settimana al presidente Nello Musumeci.

Quando arriva il nuovo dpcm

Come detto l'esecutivo intanto lavora al nuovo Dpcm. Entrerà in vigore il 16 gennaio e durerà almeno fino alla fine di gennaio, per quanto il prolungamento dello stato di emergenza appare pressoché scontato. Tra le misure più importanti gli spostamenti tra le regioni e l'ingresso in zone arancioni nel weekend anche per i territori che si trovano in fascia gialla: bar e ristoranti chiusi e limitazione agli spostamenti. Non è ancora definito, invece, se rimarrà o meno la deroga per fare visita a parenti e amici. Dovrebbero invece restare chiuse palestre e cinema.