Nuove regole sui compiti a casa: Valditara annuncia le misure per l’avvio dell’anno scolastico

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Secondo il Ministro dell’Istruzione “non si possono assegnare i compiti alle 8 di sera per la mattina dopo”; oltre ad annunciare una nuova circolare sul tema, Valditara ha invitato le scuole a non sovrapporre le verifiche, per evitare che gli studenti debbano sottoporsi a prove “di matematica, di italiano, di inglese nello stesso giorno”.

“Non si possono assegnare i compiti alle 8 di sera per la mattina dopo”, ha dichiarato Giuseppe Valditara in un'intervista a Skuola.net. “Devono essere scritti sul diario, diario cartaceo, e non assegnati alla sera per l'indomani sul registro elettronico"; il ministro dell’Istruzione e del Merito ha annunciato una nuova circolare per tutelare il diritto alla disconnessione degli studenti. La prima, e con indicazioni simili, l’aveva diffusa ad aprile 2025; "ne manderemo un’altra ancora più stringente”, ha anticipato al portale d’informazione scolastica, “perché le circolari vanno rispettate”.

Nell’intervista Valditara ha prospettato anche numerose riforme: più spazio allo studio dell’italiano e della matematica, un maggiore uso di carta, libri e penna, la “liceizzazione” degli istituti tecnici e professionali, nuove regole sugli studenti stranieri nelle classi e un servizio di sostegno psicologico per gli alunni. Alcune di queste misure sono già state avviate, mentre altre devono ancora essere tradotte in provvedimenti. Il ministro però ha annunciato un decreto-legge per mettere in pratica le proposte che ha anticipato negli ultimi giorni; in base a quanto riporta il Sole 24 Ore, arriverà sul tavolo delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri.

Cosa prevedeva la prima circolare sui compiti a casa e le verifiche

Valditara ha richiamato una nota diffusa il 28 aprile 2025, con cui il ministero ha chiesto alle scuole di non inserire nel registro elettronico i compiti a casa “in serata per l’indomani” e invitato i docenti a coordinarsi nella programmazione delle verifiche, per evitare sovrapposizioni.

“In questo modo”, si legge nel documento, “si può garantire una più equilibrata distribuzione delle verifiche durante la settimana, evitando che i carichi di lavoro per gli studenti siano troppo condensati e gravosi, nonché assicurare una migliore organizzazione del tempo da dedicare allo svolgimento dei compiti pomeridiani, soprattutto in concomitanza con giornate festive”. Le attività da svolgere a casa vanno annotate anche sul diario o l’agenda personale dello studente, per favorirne l’autonomia “nella gestione dei propri impegni scolastici”. Non si tratta di un obbligo di legge, ma di raccomandazioni che vanno conciliate con l'autonomia didattica degli istituti.

Le nuove regole annunciate dal ministro dell'Istruzione

A poco più di un anno di distanza Valditara ha annunciato di voler intervenire di nuovo sul tema perché, secondo quanto detto a Skuola.net, le indicazioni contenute nella circolare precedente non vengono rispettate da tutti gli istituti. Non è stato ancora pubblicato il testo del nuovo documento però il ministro ne ha anticipato i contenuti: ancora una volta, niente compiti caricati “alle otto di sera” sul registro elettronico per la mattina successiva e maggiore attenzione rispetto alla pianificazione delle prove. “Perché se tu dai tre verifiche di matematica, di italiano, di inglese nello stesso giorno, è evidente che la preparazione non sarà affrontata con quella serenità necessaria per assorbire le varie nozioni".

Il 14 settembre il ministro è tornato sul tema ad Andora, in provincia di Savona, durante l’inaugurazione del nuovo Istituto tecnico economico a indirizzo turistico: "Ribadiremo con maggiore forza la circolare che già avevamo inviato lo scorso anno. Ritengo che proprio in quel percorso di collaborazione fra scuola e famiglia sia necessaria un'attenzione alle esigenze dei giovani”.

Dall’intelligenza artificiale ai nuovi “licei”: le altre novità annunciate

Nell’intervista Valditara ha annunciato di voler cambiare il nome degli istituti tecnici e professionali, che diventerebbero anch’essi dei “licei”: la modifica servirebbe a riconoscere la stessa dignità ai diversi percorsi scolastici (senza, tuttavia, uniformarne programmi e insegnamenti). Il decreto che porterà ai prossimi Cdm, come riporta il Sole 24 Ore, dovrebbe contenere anche una serie di semplificazioni per il "Piano educativo individualizzato" predisposto per gli alunni con disabilità. Secondo il quotidiano di Confindustria invece il divieto di burqa nelle scuole potrebbe essere incluso piuttosto nel Ddl sicurezza, attraverso un emendamento.

Il ministro vuole poi codificare in una legge il limite del 30% di studenti stranieri per classe; il piano per favorire l’integrazione comprende anche “i mille docenti che abbiamo assunto nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri di primo arrivo, cioè a quei ragazzi che non sanno neanche dire buongiorno e buonasera". Secondo il Sole 24 ore, questa norma potrebbe trovare spazio nel decreto che Valditara porterà al Consiglio dei ministri.

La circolare Gelmini dell’8 gennaio 2010 stabilisce che, “di norma”, gli alunni con cittadinanza non italiana non dovrebbero superare il 30% degli iscritti in ciascuna classe. Non è un tetto assoluto: gli uffici scolastici regionali possono autorizzare delle deroghe. In alcune città e province infatti la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è così concentrata che la regola incontra degli ostacoli pratici. Secondo Valditara una delle ragioni per cui non viene applicata è perché non ha forza di legge (trattandosi, appunto, di una circolare). L’obiezione di alcuni sindacati come Cisl Scuola è che anche se la soglia venisse incorporata in una legge il problema di fondo non scomparirebbe. Se in un quartiere o in un comune molte scuole superano già la soglia, per rispettarla rigidamente bisognerebbe spostare studenti verso istituti più lontani, modificare i bacini di utenza oppure continuare a prevedere deroghe. "Nel 2024/25", scrive il sindacato, "a Reggio Emilia erano in deroga 623 sezioni e classi statali su 2.951: il 21,1%, più di una su cinque, contro il 18,3% dell’anno precedente. Prova lampante di un trend in costante crescita".

Nel decreto dovrebbe confluire anche la proposta lanciata da Valditara dal palco del Meeting di Rimini, il 25 agosto: rendere obbligatoria la frequenza di corsi di italiano per i genitori degli studenti stranieri che non vanno bene a scuola appoggiandosi ai Cpia, i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti.

Le nuove indicazioni nazionali del ministero puntano a potenziare lo studio della lingua italiana nelle scuole, a partire da grammatica e sintassi, e a rendere più concreto l’insegnamento della matematica, con l’obiettivo di avvicinare più studenti alle materie scientifiche. Allo stesso tempo Valditara vuole rivalutare l’uso di carta, libri e penna, senza però chiudere le porte all’intelligenza artificiale. Il Ministero ha previsto uno stanziamento di circa 200 milioni di euro per l'introduzione di questa tecnologia nelle scuole (ad esempio, per formare i professori e integrare nell'offerta didattica assistenti virtuali).

Il ministro, oltre a difendere la linea dura sull’uso dei cellulari a scuola e a tornare sul tema dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ha citato il progetto AscoltaMI, operativo da maggio 2026, che prevede cinque sedute gratuite online con psicologi per gli studenti di terza media e dei primi due anni delle superiori. Sulla Maturità 2027, invece, ha escluso nuove modifiche rispetto alla riforma già entrata in vigore.

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