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Modello 730 precompilato: cosa succede se si modifica e a quali controlli si va incontro

Modificare il 730 precompilato non fa scattare un controllo fiscale totale, ma verifiche mirate solo sui dati aggiunti. Per azzerare ogni rischio e non perdere detrazioni importanti, basta conservare con cura le ricevute e le fatture delle spese inserite. Ecco cosa c’è da sapere.
A cura di Francesca Moriero
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Ogni anno, l'avvio della stagione fiscale porta con sé lo stesso dilemma: conviene accettare il Modello 730 precompilato così com'è o metterci mano? La regola generale dell'Agenzia delle Entrate è ormai nota: chi approva il modulo senza cambiare nulla ottiene una corsia preferenziale ed evita i controlli formali sulle spese. Ma cosa succede se nel modello mancano dei dati importanti o ci sono errori evidenti e siamo costretti a fare delle correzioni? C'è davvero il rischio di far scattare un controllo fiscale approfondito? Ecco come funzionano le verifiche e come muoversi senza commettere passi falsi.

Le modifiche "sicure" che non fanno perdere lo scudo fiscale

Non tutte le correzioni vengono considerate vere e proprie modifiche dal Fisco. Se si entra nel proprio 730 precompilato per cambiare informazioni che non modificano le tasse da pagare, lo "scudo" contro i controlli resta valido. Ad esempio, si può tranquillamente aggiornare il proprio indirizzo di residenza o cambiare i dati del sostituto d'imposta (cioè il datore di lavoro che deve pagare il rimborso). Queste variazioni sono considerate neutre e la propria dichiarazione risulterà comunque come "accettata senza modifiche".

L'inganno del foglio informativo e il caso dei bonus edilizi

Prima di compilare il modello, il sistema mostra un foglio informativo con l'elenco delle spese che il Fisco conosce. A volte, però, l'Agenzia delle Entrate scrive le spese in questo elenco ma non le inserisce direttamente nel 730. L'esempio tipico è il primo anno delle detrazioni per i bonus casa e i lavori edilizi: il Fisco sa che sono stati spesi quei soldi, ma non sa come siano stati divisi con gli altri comproprietari, quindi lascia la riga vuota. Se si decide quindi di inserire personalmente queste cifre nel 730, per il sistema la dichiarazione risulterà "modificata". Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate potrà chiedere di mostrare le carte solo per quella specifica spesa.

I controlli sui requisiti che non scadono mai

C'è poi un dettaglio fondamentale che molti dimenticano: accettare il 730 a scatola chiusa non cancella qualsiasi tipo di controllo. L'esenzione riguarda infatti solo e soltanto i documenti delle spese (tipo scontrini della farmacia o interessi del mutuo). L'Agenzia delle Entrate può invece controllare in ogni momento se si hanno davvero i requisiti personali per avere un'agevolazione. Ad esempio, il Fisco può verificare se si abita davvero nella casa per cui si sta scaricando il mutuo o se un familiare che si ha dichiarato sia realmente a proprio carico.

Come azzerare i rischi: basta conservare le ricevute

In conclusione, modificare il 730 precompilato non è pericoloso se si seguono le regole. Se ci si accorge che manca una spesa medica importante o una detrazione a cui si ha diritto, conviene assolutamente aggiungerla per non perdere i propri soldi. Il rischio di un controllo si trasforma semplicemente in una richiesta di documenti. Insomma, se si è conservato con cura lo scontrino, la fattura o la ricevuta del bonifico che dimostrano quella spesa, basterà mostrarli per chiudere la pratica senza nessuna sanzione e in totale serenità.

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