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11 Novembre 2022
07:00

Manovra, Bombardieri (Uil) a Fanpage.it: “Meloni ci ha detto che i soldi sono pochi e il tempo pure”

Il segretario generale della Uil, intervistato da Fanpage.it dopo il primo incontro con Giorgia Meloni, dice che sulla manovra la presidente del Consiglio ha detto che “il tempo è breve e i soldi sono pochi”. I sindacati chiedono garanzie sulle pensioni e detassazione della tredicesima. Nessuna novità su Quota 41, reddito di cittadinanza e cuneo fiscale: “Non ne abbiamo parlato”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il primo incontro tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i sindacati è stato più che altro esplorativo. Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, spiega in un'intervista a Fanpage.it i contenuti del confronto – avvenuto mercoledì pomeriggio a Palazzo Chigi – e racconta di aver portato delle proposte insieme agli altri sindacalisti, ma anche che di risposte, dal governo, ne sono arrivate molto poche.

Segretario, com'è andato questo primo incontro con Giorgia Meloni?

Dal punto di vista del metodo è andata bene, ha detto che vuole avviare con noi un confronto serio e privo di ipocrisia sui temi principali del Paese. Nel merito è prematuro giudicare. Abbiamo posto due esigenze: di parlare e confrontarci sulla manovra economica, ma non abbiamo avuto notizie e ci ha detto che il tempo è breve e i soldi sono pochi, e poi c'è una discussione più ampia da fare sulla riforma del welfare, quella fiscale e il lavoro.

Vi ha chiesto però senso di responsabilità e di evitare logiche di contrapposizione. Insomma, teme delle mobilitazioni?

Noi abbiamo sempre senso di responsabilità, ci misuriamo sul merito delle questioni ed eventuali mobilitazioni saranno decise su questo. Non c'è nessun pregiudizio e c'è la disponibilità a confrontarsi, poi quando capiremo le risposte alle nostre proposte valuteremo.

All'incontro la presidente del Consiglio ha parlato di pensioni, dicendo che quelle del futuro rischiano di essere "inesistenti". Su questo punto vi siete confrontati?

Le ho chiesto personalmente della pensione dei giovani, perciò è uscito quel virgolettato dall'incontro. Ho sottolineato che il lavoro precario di oggi si trasformerà in pensioni da fame domani. Lei ci ha detto che è un tema che le sta a cuore e cercherà di affrontarlo. Bisognerà capire se lo farà in manovra o se si aprirà una discussione più ampia sulla riforma delle pensioni successivamente.

Quindi di Quota 41 e altre opzioni alternative al ritorno alla Fornero non si è parlato?

Non se n'è parlato, né di Quota 41 né di reddito di cittadinanza. Non siamo scesi nel particolare.

Meloni ha detto anche che il lavoro per lei è una priorità, anzi, è la priorità. Cioè?

Noi abbiamo posto un tema, e cioè che in questo Paese c'è troppo lavoro precario. Le condizioni dei giovani, che non sono stati d'animo, ma numeri dell'Istat e dell'Inps, dimostrano che la stragrande maggioranza lavora in condizioni di precariato o di povertà. Meloni ci ha detto che è il tema principale su ha intenzione di lavorare, ma nulla più di questo.

Sul taglio del cuneo fiscale Meloni ha promesso fino a cinque punti, ma non sembra esservene traccia al momento…

Per noi serve una riforma fiscale strutturale, visto che il governo Draghi ha semplicemente rimodulato le aliquote Irpef. Meloni ci ha detto che il tema è all'ordine del giorno, ma non abbiamo parlato nello specifico né di flat tax né di cuneo fiscale. Spero ci confronteremo nuovamente prima della manovra.

Per voi però resta una priorità?

Noi il taglio del cuneo fiscale lo chiediamo da un anno. Ma abbiamo chiesto anche di detassare immediatamente la tredicesima fino a 35mila euro, il che può essere una prima risposta. In più chiediamo di detassare gli aumenti contrattuali, per dare soldi freschi ai lavoratori. La detassazione può riguardare, tra l'altro, anche la contrattazione di secondo livello.

Sul tema degli extra-profitti, che siete stati tra i primi a lanciare, questo governo sarà più timido?

All'incontro non ne ho sentito parlare, nonostante sia un tema che noi abbiamo ricordato più volte. Gli extra-profitti rispetto ai dieci miliardi che il governo Draghi contava di ottenere sono valsi poco più di un miliardo. Abbiamo anche presentato una proposta che dice che allargando la tassazione degli extra-profitti anche alle aziende che non si occupano di energia, con un'aliquota del 35%, si ricaverebbero 14 miliardi. Non ci hanno risposto.

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