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Ora Meloni dice che non ci possono essere soldi solo per le armi

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Le parole di Giorgia Meloni sono state chiare: “Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la Difesa”. Le ha pronunciate proprio questa mattina, ospite di Mattino Cinque, ribadendo che la sua posizione rimane comunque la stessa quando si tratta di investimenti, armi e comparto militare: cioè che l’Italia, così come l’intera Europa, devono fare di più per essere più indipendenti nella loro Difesa. Appaltare tutto, come è stato fatto dalla Seconda Guerra mondiale in poi, agli Stati Uniti non è più sostenibile. Nè stretgicamente intelligente. Perché – e lo abbiamo visto benissimo con la guerra in Ucraina – Washington potrebbe decidere da un giorno all’altro di non interessarsi più al Vecchio Continente, che a quel punto mostrerebbe il fianco e sarebbe vulnerabile. Meloni ha detto che quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua Difesa, alla fine paghi questo disinteresse, e che se non si riuscirà a dare ora delle risposte a cittadini e imprese, rischiamo che non ci sia poi più nulla da difendere in questa nazione.

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Meloni vs Crosetto: il retroscena

Oggi è uscito un articolo sul Messaggero che parla di una lite furibonda tra Meloni e Guido Crosetto, il ministro della Difesa. E il motivo sarebbero proprio le spese militari, che per Meloni – da quanto si legge in questo pezzo – non devono più essere la priorità, ora che la guerra nel Golfo ha innescato un caos energetico e commerciale che ha tagliato le prospettive di crescita del Paese e messo in ginocchio famiglie e imprese. Il problema è che il governo ha preso un impegno in sede Nato, sotto le pressioni di Donald Trump: arrivare a spendere il 5% del Pil (non più il 2%, come previsto dagli impegni attuali) in Difesa. Per rispettare questo impegno l’Italia aveva anche pensato di attingereai fondi Safe, cioè quei prestiti a tassi agevolati dell’Unione europea, messi sul tavolo da Bruxelles proprio per sostenere le spese in Difesa. Il punto è che quelle per la Difesa non sono le uniche spese extra che il governo dovrà sostenere. E diverse cose sono cambiate rispetto a quando, quasi un anno fa, a Palazzo Chigi si sono presi l’impegno di spendere ancora di più per le armi. Ora ci sono miliardi e miliardi di euro che devono essere messi a disposizione del taglio delle accise, dei sostegni per le imprese, delle agevolazioni per le famiglie.

Lo scambio con Calenda

Secondo questo articolo del Messaggero ci sarebbe stato un battibecco tra Crosetto e Meloni proprio sulla lista delle priorità, su dove scegliere di investire con più urgenza con la presidente del Consiglio che avrebbe spinto per rimangiarsi gli impegni con la Nato, mandando il ministro su tutte le furie. Questo articolo è stato citato sui social anche da Carlo Calenda, leader di Azione. Che ha scritto:

Da quanto si apprende sui giornali ci sarebbe stato un incontro tra il Ministro @GuidoCrosetto e la premier @GiorgiaMeloni per archiviare definitivamente gli investimenti necessari a sostenere la nostra difesa e a rispettare i nostri impegni internazionali. Non è così che agisce un grande paese. Attenti perché se non parteciperemo alla costruzione di una NATO europea la Germania farà da sola. E non è una scelta saggia. La differenza tra una statista e un politicante è tutta qui.

A risponderle, come se fosse uno scambio qualunque sui social, proprio Crosetto:

Ti leggo ora perché sono a Singapore.

Se ti riferisci ad un articolo del Messaggero sappi che nulla di ciò che c’è scritto su liti furibonde o urla sulla spese della Difesa è vero.

Così come non esiste alcuna riunione Crosetto-Meloni.

C’è stata una riunione Meloni-Tajani-Salvini-Crosetto-Giorgetti-Fazzolari con il consigliere per la sicurezza nazionale ed il consigliere militare della Presidenza del Consiglio per parlare di vertice NATO ad Ankara, ministeriale difesa di Giugno, E5 leader fissata il 2 Giugno, Ukraina, Hormuz e anche Safe. Riunione serena e concreta, sui cui esiti stiamo ancora lavorando.

E poi, di nuovo, la replica di Calenda:

Ne sono felice Guido. Noi siamo convinti che spendere per avere una difesa adeguata sia il primo dovere dello Stato.

Armi o energia?

Anche tra i commenti c’è chi fa notare che non sia la cosa più normale del mondo che un ministro della Difesa risponda e chiarisca in questo modo quali sono i temi delle riunioni interne al governo. Ma al di là delle modalità comunicative, un tema rimane: investimenti per la Difesa o investimenti contro il caro energia? In tutto questo il governo sta ancora aspettando una risposta da Bruxelles alla richiesta di maggiore flessibilità. Roma vuole scorporare dal bilancio le spese extra che devono essere sostenute per mitigare gli effetti della crisi energetica: se si mettessero in conto farebbero scattare il nostro deficit ben oltre la soglia consentita dall’Unione europea e questa è una cosa che non ci possiamo permettere. Ma al momento, ancora nessuna risposta. Solo che il tempo sta per scadere.

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