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A spoglio ancora in corso è difficile tirare le somme e dire con certezza come sono andate le ultime elezioni amministrative. Alcuni Comuni in realtà hanno già il proprio sindaco o la propria sindaca: sono quelli con meno di 15mila abitanti dove c’era in corsa un unico candidato che è riuscito a ottenere già il 40% dei voti. Ce ne sono diversi: tre in provincia di Avellino e altrettanti in provincia di Salerno, Bergamo, Vibo Valentia e sette in Abruzzo. Per i Comuni più grandi invece, dove magari c’erano anche numerose liste in corsa, ci vuole più tempo.
La città principale, l’unico capoluogo di regione, al voto è Venezia. Poi ci sono altri 18 capoluoghi di provincia. In totale, quindi contando anche Venezia, 8 dei sindaci uscenti sono di centrosinistra, 6 di centrodestra e 5 sono invece indipendenti. Nelle ultime settimane c’era molta attenzione su Venezia non solo in quanto principale città alle urne, ma anche perché dai sondaggi sembrava in arrivo un cambiamento. La città da dieci anni è governata da Luigi Brugnaro, imprenditore e fondatore di Coraggio Italia, un piccolo partito della galassia di centrodestra, ma secondo le ultime rilevazioni il candidato del Partito democratico, Andrea Martella, pareva in vantaggio. Martella era finito sotto l’attenzione nazionale anche perché tra le liste che lo sostenevano aveva anche incluso dei candidati della comunità bengalese, una comunità numerosa tra Mestre e Marghera, presente ormai da molti anni e parte del tessuto economico, soprattutto per la presenza di Fincantieri in Laguna: una comunità che quindi chiedeva la propria rappresentanza e le proprie istanze, e che aveva fatto infuriare alcuni politici di destra.
Al di là di questa precisazione, Martella aveva raccolto molta attenzione perché sembrava essere in vantaggio rispetto al candidato di centrodestra, Simone Venturini, l’assessore uscente alla Coesione sociale. Ma già dagli exit poll è sembrato profilarsi un risultato diverso: Venturini è apparso subito in vantaggio, con una forbice che potrebbe anche risparmiargli il ballottaggio.
Sempre parlando di vantaggi netti, a Salerno non sembra esserci partita: Vincenzo De Luca, l’ex governatore della Campania, esponente del Partito democratico, si è subito posizionato davanti a tutti con una percentuale tra il 56% e il 60%, lasciando gli avversari molto indietro, tra il 14% e il 18%. Anche a Reggio Calabria le cose sono sembrate da subito chiarissime: in questo caso si può perfettamente dire che Francesco Cannizzaro, candidato del centrodestra, ha già vinto, con circa il 68% dei voti.
Bisognerà comunque aspettare domattina perché finisca lo spoglio delle schede, per poter parlare di risultati ufficiali. E fare anche i commenti politici del caso. Per ora l’unica considerazione che si può fare senza ombra di dubbio è che la partecipazione è stata scarsa, con un’affluenza che si è fermata al 60%, di quasi cinque punti percentuali in calo rispetto alla tornata precedente. E questo è un po’ il segnale di come i numeri record registrati al referendum sono stati molto circostanziali rispetto a quella partita politica, alla posta in gioco in quel momento. Ma per il resto gli italiani sembrano sempre più distanti dalla politica, anche quando si tratta dell’amministrazione della città in cui vivono. E questa non è mai una buona notizia.
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