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I retroscena delle ultime ore raccontano che l’addio di Laura Ravetto alla Lega non sarà l’ultimo. Altri sarebbero pronti a passare tra le fila di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Un travaso che è emblematico dell’innalzamento della temperatura che si registra a destra. Ad essere febbricitante è il partito di Matteo Salvini che con Ravetto ha perso tre deputati da quando c’è stata la scissione del generale. E l’ultimo addio è senza dubbio pesante. Laura Ravetto ha una lunghissima carriera politica alle spalle: è stata deputata di Forza Italia, volto noto del berlusconismo in televisione, tra il 2010 e il 2011 ha anche ricoperto la carica di sottosegretaria per i Rapporti con il Parlamento, poi nel 2020 è passata alla Lega, con cui è stata rieletta all’ultima tornata. In totale vanta cinque legislature, è parlamentare del 2006, da vent’anni spaccati.
Ravetto passa a Futuro Nazionale
Da mesi però i malumori di Ravetto erano cosa nota. Rivendicava che non le sarebbe stato dato abbastanza spazio, non sarebbe stata mandata in televisione a sufficienza. E allora erano cominciate le interlocuzioni con Vannacci: Salvini in persona avrebbe provato a fermarla, a recuperare terreno con una telefonata, ma ormai l’accordo tra Ravetto e il generale era già stato stretto. E Ravetto sarà il nuovo volto televisivo di Futuro Nazionale, da cui è stata accolta con tutti gli onori. Sui social si legge che questo cambio di casacca conferma “una cosa semplice: il nostro progetto politico non è una suggestione passeggera, ma una realtà nazionale che cresce, si struttura e attrae competenze, esperienza e coraggio”. E poi su Ravetto si sottolinea come sia una figura importante, che porta come bagaglio cinque legislature in Parlamento, ruoli istituzionali di rilievo e “una lunga esperienza politica sui temi dell’immigrazione, della sicurezza e dell’identità”. Poi il post conclude dicendo che la sua adesione a Futuro nazionale sia il segnale chiaro di come il partito di Vannacci sia “la casa di chi non si rassegna, di chi vuole costruire un’alternativa vera, libera, identitaria e sovrana”.
Salvini vs. Vannacci
Salvini, da parte sua, ha commentato dicendo che lui non teme nessuno, non ha paura di niente se non delle cose che non può controllare, tipo le guerre. Ma ha ribadito di non essere preoccupato per dinamiche politiche, per “gente che va e gente che viene” – anzi, ha detto che per “una che va, dieci ne arrivano” – né per i sondaggi o le nomine. Altri, nella Lega, sono stati più netti. La vicesegretaria Silvia Sardone ha fatto allusioni a un tema di opportunità personale. Ha detto che quando si avvicinano le elezioni politiche i passaggi da un partito all’altro diventano all’ordine del giorno, soprattutto quando non si hanno sufficienti garanzie di essere candidati in collegi blindati, quindi non si ha la sicurezza di venire rieltti. Claudio Borghi, altro big tra i leghisti, ha commentato dicendo che da 1 a 10 lui si dispiace 10 della dipartita di Ravetto e che non meritava un partito come la Lega.
I numeri dei sondaggi
Al di là delle reazioni e dei commenti, c’è un tema di numeri. Quelli dei deputati vannacciani (che al momento sono diventati 4, se arrivassero a 10 potrebbero costruire un gruppo tutto loro in Parlamento) e quelli dei sondaggi. Se guardiamo all’ultima Supermedia di YouTrend vediamo la Lega come ultimo partito del centrodestra al 7,1% (se non consideriamo Noi Moderati, che sta all’1%), con Futuro Nazionale che è al 3,6%. Insomma, a separare i due schieramenti ci sono pochi punti: per contestualizzare, Fratelli d’Italia è avanti rispetto al Carroccio di oltre venti punti, con il suo 28,2%. Senza considerare che quando si entrerà nel vivo della campagna elettorale, Vannacci avrà dalla sua parte la forza di poter sparare a zero, senza preoccuparsi di essere un partito di governo. Per la Lega è tutto molto più complicato, perché nel mettere sul tavolo i propri cavalli di battaglia deve comunque fare i conti con il proprio elettorato e spiegare come mai da quattro anni sta in maggioranza, al governo, e non è ancora riuscita a fare ciò che prometteva, dalle varie quote in tema di pensioni, ai rimpatri, allo scudo penale eccetera.
La legge elettorale e l'ago della bilancia di FN
E c’è un altro elemento da considerare. La nuova legge elettorale a cui sta lavorando la maggioranza, lo Stabilicum, potrebbe rendere la partita ancora più difficile per Salvini. Perché con un sistema proporzionale, un grosso premio di maggioranza e l’eliminazione dei collegi uninominali, la Lega rischierebbe di perdere decine di eletti. Non è ancora chiaro come sceglierà di posizionarsi Vannacci, ma già al momento la sua creatura politica ci appare oltre il 3%, quindi oltre la soglia di sbarramento. Questo vuol dire che Futuro Nazionale sarà un soggetto rilevante, da tenere in considerazione nel momento in cui si dovranno sciogliere i nodi su alleanze e schieramenti.
Vannacci oggi, in un’intervista con la Stampa, ha gongolato. Ha detto che il suo partito cresce in modo astronomico, che sarà ago della bilancia. Si dice aperto a questa maggioranza, ma che la fiducia deve essere reciproca. Più che fiducia, Salvini sembra avere dubbi (a ragione, deve aver imparato la lezione), tanto da ipotizzare pure un voto anticipato. Alla domanda se si arriverà a fine legislatura, fatta da alcuni giornalisti al Festival dell’Economia di Trento, Salvini è stato possibilista. Ha detto che molto dipenderà dai fattori economici. Una risposta che non deve aver fatto troppo piacere a Giorgia Meloni, che continua a ribadire che il suo governo arriverà alla data di scadenza naturale. Certo è che, ogni giorno che passa, per questa destra sembra sempre più difficile arrivare compatta al 2027.
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