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Ora tutti criticano Ben Gvir, ma Israele ha sempre trattato in modo disumano gli attivisti della Flotilla

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Sono immagini agghiaccianti , quelle che arrivano dal porto di Ashdod. Si vedono gli attivisti della Global Sumud Flotilla in ginocchio, con i polsi legati, alcuni sembrano avere anche delle bende sugli occhi, piegati su loro stessi, ammassati l’uno accanto all’altro. E poi si vede il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, che passa tra loro, deridendoli. Il tutto viene filmato, postato sui social con l’arroganza tipica di chi sa che tanto può godere di un’impunità che non vanta nessun altro al mondo. Il video si intitola “Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo” e si sente Ben Gvir che dice: “Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi”.

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Si sente una donna lamentarsi, implorare. Ma Ben Gvir dice agli agenti di non lasciarsi turbare dalle loro urla. Poi, rivolgendosi ad altri agenti che stanno legando una persona, si complimenta:  “ottimo lavoro”. Si vedono militari che buttano attivisti a terra, mentre gli altoparlanti suonano a tutto volume l’inno israeliano.

Ancora una volta, questo è il trattamento riservato agli equipaggi della Flotilla, dopo che sono stati intercettati illegalmente in acque internazionali, rapiti e portati nel porto di Ashdod. Tra queste persone ci sono anche 29 italiani, tra loro anche un deputato della Repubblica, il Cinque Stelle Dario Carotenuto, e un giornalista. Dieci tra gli italiani intercettati erano già stati fermati in precedenti missioni, e non è chiaro se questo complichi la loro situazione. Alcuni dovrebbero rientrare in Italia questa sera, gli altri non è ancora chiaro.

La reazione di Meloni

Giorgia Meloni ha rilasciato una dichiarazione insieme al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, definendo inaccettabili queste immagini e richiamando l’ambasciatore israeliano:

“Le immagini del Ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili.
È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto”.

La condanna di Crosetto

Ha reagito più duramente il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Intercettato dai giornalisti, tra cui un cronista di Fanpage, si è rivolto direttamente a Ben Gvir:

“Non c’è nulla di cui deridere, è inaccettabile che qualcuno pubblichi quelle immagini e abbia questo atteggiamento nei confronti di cittadini prelevati in acque internazionali e poi portati – contro la loro volontà e contro ogni tipo di diritto – in Israele. È una cosa di cui dovrebbe vergognarsi, non esaltarsi. Noi abbiamo l’abitudine di trattare in modo diverso i cittadini che vengono in Italia. Non abbiamo l’abitudine di catturare illegalmente in acque internazionali, forse il ministro Ben Gvir dovrebbe imparare da noi come accogliere le altre nazionalità. Perché forse alla lunga servirebbe a Israele, non penso che atti di questo tipo facciano bene a Israele”.

Al di là delle precisazioni che sarebbero doverose su come anche l’Italia tratta le persone che arrivano sul nostro Paese – soprattutto quelle che arrivano attraversando il Mediterraneo, in fuga da guerre, violenza e povertà estrema – la dichiarazione del ministro è sicuramente una presa di posizione molto più netta di quelle fatte da questo governo in passato. E lo sottolinea lui stesso ai giornalisti che gli chiedono allora, viste le sue parole, cosa si dovrebbe fare concretamente per opporsi a Israele e sanzionare comportamenti di questo tipo. Le opposizioni qualche idea, per andare oltre le dichiarazioni, ce l’hanno: chiedono sanzioni, appunto, lo stop degli accordi tra UE e Israele, la rottura di quelli bilaterali commerciali.

Durante il question time alla Camera Crosetto ha precisato che l’atteggiamento del governo è duro da una parte, ma dall’altra non chiude i canali, per garantire la sicurezza dei nostri concittadini. Per cui rompere i rapporti, ha detto Crosetto, non sarebbe nell’interesse degli italiani in mano alle IDF in questo momento.

Parte del governo israeliano contro Ben Gvir

C’è un altro elemento, da menzionare. Questa volta un altro membro del governo di Netanyahu, il ministro degli Esteri, è andato contro a Ben Gvir, accusandolo di arrecare danni allo Stato, dicendogli che non è lui il volto di Israele. Va precisato che questo trattamento è sempre stato quello riservato agli attivisti della Flotilla, sia qualche settimana fa, quando alcune barche erano state intercettate al largo di Creta, sia lo scorso ottobre. È un chiaro procedimento di Stato, e quindi sembre più che altro che Gideon Sa’ar, il ministro degli Esteri, stia mettendo in discussione le strategie comunicative. Ben Gvir comunque gli ha risposto dicendo che “nel governo c’è chi non ha ancora capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo”.  Su questo è intervenuto anche Netanyahu, con un comunicato: “

Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”.

Ma, appunto, quello che sta accadendo non è affatto diverso a quanto già successo con gli attivisti che hanno provato a rompere il blocco illegale di Gaza: intercettazioni, sequestri e rapimenti in acque internazionali – contro ogni regola del diritto del mare – e poi la detenzione in condizioni disumane, tra botte e torture psicologiche.

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