La maggioranza si spacca sul nuovo dpcm, che stabilisce restrizioni per i ristoranti, i bar, le gelaterie, le pasticcerie, le pizzerie, che dalle 18 in poi possono lavorare solo con il servizio d'asporto e con il domicilio, fino alle 24 o fino alle 23, a seconda delle Regioni. Per i renziani, e in particolare per la ministra alle Politiche agricole e forestali Teresa Bellanova, le misure sono una penalizzazione troppo forte per i commercianti: Italia viva vorrebbe ristoranti fino alle 22 e aperture di cinema e teatri. Ma Conte tira dritto, e non è intenzionato a modificare il decreto.

Sullo sfondo le proteste e gli scontri nelle piazze contro il coprifuoco e contro le chiusure, che impattano principalmente sulla movida e sui locali notturne. 28 le persone finite in questura solo a Milano in seguito ai disordini. Il premier incontrerà oggi i gestori di cinema e ristoranti, per provare a spegnere le proteste, e promette ristori: oggi in Cdm approda un nuovo pacchetto di aiuti da 4-5 miliardi per le categorie più colpite.

"Davanti a scelte così delicate e cruciali, non si può dire ‘si fa così perché si deve fare'. Non è negoziabile il diritto-dovere, puntualmente derubricato, di disporre di dati scientifici e quadri di conoscenza su cui orientare la responsabilità delle scelte. Significa anche poter agire con maggiore precisione lì dove è necessario", dice la ministra Bellanova in una intervista a ‘La Stampa', tornando a chiedere, a nome di Italia Viva, di modificare il Dpcm. "Nessuno soffia sul fuoco, tantomeno abbiamo i piedi in due scarpe – sottolinea -. Ripeto quanto abbiamo sempre detto, inascoltati. La giornata di sabato mi ha segnato molto…". Il riferimento è proprio alle dichiarazioni del capo dell'esecutivo che oggi ha invitato maggioranza e opposizione ad "assumersi la responsabilità delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi".

La ministra Bellanova critica la chiusura dei ristoranti alle 18, ma anche quella di palestre, cinema, teatri: "Lo stesso Cts – ricorda – per voce del Ministro della Sanità che ha letto parte di un verbale, aveva avanzato dubbi sull'utilità della chiusura anticipata, segnalando il rischio che si potessero incentivare convivialità domestiche ben oltre i conviventi". Inoltre evidenzia che "chi ha fatto sforzi e investimenti per mettersi in regola e rispettare le norme non deve sentirsi tradito".

Altro nodo è quello delle scuole. Da oggi scatta infatti l‘obbligo per le superiori di portare la didattica a distanza "almeno al 75%". "Le scuole devono restare aperte. Pianificando meglio, insieme ai dirigenti scolastici, i trasporti. Uno snodo non aggirabile", afferma Teresa Bellanova. Anche la ministra per la Famiglia Elena Bonetti esprime il suo dissenso per l'ennesimo sacrificio chiesto agli studenti: "Lo ridico con forza, questa sospensione della didattica per la scuola di secondo grado e per le scuole superiori non può durare più di due-tre settimane perché altrimenti faremo perdere un altro anno scolastico a questi giovani e creeremo un buco nella loro formazione non colmabile", ha detto la ministra a ‘Fatti e Misfatti' su Tgcom24.

Il segretario del Pd Zingaretti sostiene le misure anti Covid prese, ma chiede a Conte di coinvolgere maggiormente le opposizioni: "Dobbiamo trovare le forme di un passo in avanti nel rapporto con le opposizioni, di una collaborazione maggiore, senza preconcetti, senza guardare alle convenienze di partito, serve all'Italia fare un salto in avanti fra forze di maggioranza opposizione", dice alla direzione del Pd.

Rivendica la bontà dell'azione di governo anche il ministro della Cultura Dario Franceschini: "È un momento difficile, perché non mi pare che l'opinione pubblica e il mondo della cultura abbiano capito la situazione. Mi aspettavo attacchi perché è troppo poco non perché è troppo".

Le proposte delle Regioni

Dalle Regioni, per bocca del presidente dell'Emilia-Romagna Bonaccini, arrivano proposte di modifica al dpcm: "C'è stato un confronto nel merito e abbiamo avanzato delle proposte: avremmo voluto vederne accolte di più. Noi eravamo più preoccupati di possibili assembramenti nei centri commerciali che nei cinema o nei teatri. Resto convinto che sia più sicuro un ristorante aperto la sera e che osserva le regole, rispetto alle grandi aree di vendita dove nel fine settimana si affollano le persone. Detto ciò, serve frenare il contagio e sostenere chi ha bisogno", ha detto a ‘la Repubblica' il presidente della Conferenza delle Regioni.

Alla domanda "Renzi dice che il dpcm va cambiato, Zingaretti replica che non è serio stare al governo e comportarsi da opposizione, lei da che parte sta?", Bonaccini risponde: "In questo momento abbiamo bisogno di tutto, eccetto che dividerci in fazioni. Si possono avere sui singoli punti opinioni differenti, io stesso ho invitato il governo a a tenere conto di quanto le categorie stanno chiedendo e a valutare qualche correzione. Ma la lotta al virus richiede massima unità".