L'approvazione di un nuovo Dpcm da parte del governo è stata accolta da proteste in tutta Italia: il "semi lockdown" ha colpito in particolar modo gestori di ristoranti, bar e pub – costretti a chiudere al pubblico non oltre le 18 – ma anche i titolari di palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri hanno manifestato tutta la loro contrarietà per un provvedimento che giudicano profondamente sbagliato e che arrecherà loro enormi perdite economiche non certo compensabili con dei "ristori". Dall'altra parte numerosi esperti hanno giudicato il Dpcm ancora troppo timido e non abbastanza incisivo per piegare una curva dei contagi che in Italia è ancora in forte crescita.

A Napoli migliaia di commercianti, proprietari di ristoranti e bar, palestre e centri benessere, ma anche singoli cittadini, si sono dati appuntamento oggi alle 18 a Piazza Plebiscito: a differenza della serata di venerdì questa volta il presidio è stato pacifico e non si sono verificati scontri con le forze dell'ordine, che comunque hanno presidiato la piazza. Il corteo, dopo un conciliabolo tra gli organizzatori e i dirigenti della Digos, si è spostato verso Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Altre proteste ieri sono state inscenate a Salerno – dove vive il governatore De Luca – e al Vomero.

 

Decine di commercianti hanno manifestato anche a Roma dandosi appuntamento a Piazza Trilussa e rovesciando simbolicamente a terra centinaia di litri di birra. "Questa è tutta birra scaduta dentro ai nostri locali" ha gridato il titolare di un'attività commerciale. "Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci ha accolto ma ciò non significa che la nostra mobilitazione si ferma – ha dichiarato Roberta Pepi, di Movimento Imprese Italia, in strada insieme ad Italian Hospitality Network – siamo in pieno fermento, svuotare la birra nelle piazze significa mostrare ai cittadini di noi che la crisi è come un'emorragia che non si ferma".

 

Un corteo contro il nuovo dpcm di domenica 25 ottobre è stato organizzato anche a Milano davanti al palazzo della Regione Lombardia: la protesta si è svolta sotto una pioggia battente e sotto lo sguardo di decine di agenti in assetto antisommossa. La protesta è iniziata in un clima pacifico, ma su corso Buonos Aires sono state esplose alcune bombe carta e la tensione si è sensibilmente alzata.

Altre manifestazioni sono state organizzate in decine di città italiane: a Catania ieri sera sono state lanciate due bombe carta davanti alla prefettura senza fortunatamente causare alcun ferito, ma ma facendo scattare uno scontro tra le varie anime dei manifestanti, poi rientrato.  Baristi, ristoratori, titolari di palestre, operatori di centri scommesse e sale bingo e rappresentanti dei settori colpiti dal Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte sono scesi in piazza anche a Pescara. "Ci hanno fatto investire per il distanziamento e la sicurezza – hanno affermato i manifestanti – e nel giro di pochi giorni ci hanno fatto chiudere. Oggi possiamo andare a pranzo al ristorante, ma alle 18 deve chiudere tutto perché arriva improvvisamente il Covid".

Proteste pacifiche anche in molte altre città come Cosenza, Trieste e Terni, mentre a Torino circa 500 manifestanti  dopo un fitto passaparola sui social si sono dati appuntamento in piazza Castello, sotto il palazzo della Regione. Al grido di "Libertà, libertà, vogliamo essere liberi di lavorare" alcuni ultras hanno lanciato fumogeni, bottiglie e bombe carta verso le forze dell'ordine, che li ha caricati spingendoli verso via Roma e via Pietro Micca, nel centro del centro.