Birra rovesciata a terra in strada a piazza Trilussa. È il gesto di protesta di decine di commercianti che oggi pomeriggio hanno manifestato contro la chiusura anticipata di ristoranti, bar, pasticcerie e pizzerie alle ore 18, imposta dal nuovo Dpcm del Governo e in vigore da lunedì 26 ottobre. "Questa è tutta birra scaduta dentro ai nostri locali" ha gridato il titolare di un'attività commerciale. Sono tanti infatti i prodotti scaduti all'interno dei locali chiusi con la prima misura messa in atto dalla Regione Lazio che prevede il coprifuoco dalle ore 24 alle 5 del giorno seguente e altrettanti quelli che rischiano di scadere se non saranno consumati dai clienti, a seguito del provvedimento delle chiusure anticipate. "Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci ha accolto ma ciò non significa che la nostra mobilitazione si ferma – ha spiegato Roberta Pepi, di Movimento Imprese Italia, in strada insieme ad Italian Hospitality Network – siamo in pieno fermento, svuotare la birra nelle piazze significa mostrare ai cittadini di noi che la crisi è come un'emorragia che non si ferma".

"Dipendenti e fornitori a rischio"

"Vogliamo riaprire questa città in sicurezza, nessuno resta indietro, nessuno resta chiuso" urla una manifestante. Un allarme quello lanciato dai commercianti, che vuole evidenziare come oltre alla scadenza dei prodotti, ad esserci in gioco sono le posizioni dei dipendenti e i pagamenti ai fornitori. I manifestanti chiedono al Governo di "prolungare la cassa integrazione fino ad una data certa e degli aiuti programmati".

Cosa chiude in anticipo con il nuovo Dpcm del Governo

Il Dpcm del 24 ottobre a differenza dell'ordinanza della Regione Lazio prevede la chiusura anticipata alle ore 18 di ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie che potranno aprire alle 5 di mattina. I ristoranti potranno essere aperti la domenica a pranzo. Il provvedimento a firma di Nicola Zingaretti inserisce invece il coprifuoco in tutto il territorio del Lazio a partire dalle ore 24 fino alle 5 del giorno segunete salvo comprovate esigenze di lavoro o salute e per circolare serve munirsi di autocertificazione.

Di Alessia Rabbai e Simona Berterame