Alla fine le Sardine saranno a Bibbiano per chiudere la campagna elettorale in Emilia Romagna. Giovedì prossimo gli attivisti incroceranno dunque Matteo Salvini, che sarà sul palco allestito nella piazza principale, di fronte al municipio, insieme alla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni. A pochi giorni dal voto, il rush finale sarà quindi nella cittadina della Val d'Enza finita al centro delle inchieste sui presunti affidi illeciti: una questione che ha scosso l'intero Paese e che più volte è stata strumentalizzata per fini politici.

Mentre il comizio della Lega si terrà nella piazza della Repubblica, la principale del paese, alle Sardine è stata affidata piazza Libero Grassi, nelle vicinanze: il movimento anti-sovranista aveva prenotato per primo lo spazio nel centro della cittadina, ma la Questura, applicando la regola sugli spazi pubblici in campagna elettorale, ha dato la precedenza all'evento del Carroccio. Il protocollo, infatti, prevede una prelazione per i partiti politici e le liste in corsa per il voto nel caso di comizi o iniziative di propaganda. Prima di confermare la loro presenza, le Sardine avevano affermato di voler "sentire i cittadini", organizzando quindi un'assemblea pubblica aperta presso il cinema Metropolis, a Bibbiano.

"Vogliamo capire qual è la volontà delle persone", ha detto il leader delle Sardine, Mattia Santori. Questa è stata presto chiarita in sede di assemblea, quando un lungo e convinto "" è partito dalla platea, mentre Santori e gli esponenti locali del movimento si trovavano sul palco a chiedere ai circa 500 cittadini stipati nel teatro se ritenessero giusta una contromanifestazione a Bibbiano. "Noi vogliamo difendere la dignità di un paese composto da gente vera: chi ha sbagliato se la vedrà con la magistratura e non con una pagina Facebook. Tra di noi c’eravamo detti di evitare la “trappola di Bibbiano”, ma sono stati i cittadini della Val D’Enza a chiamarci e a chiederci di fare qualcosa", ha dichiarato Santori.

Che ha spiegato ancora: "Ogni volta che rincorriamo Salvini vinciamo 40 a 0, l’idea era di staccarci da Salvini. Come è accaduto a Bologna, domenica, non muoversi più se un leghista dice due cavolate". Ma se Bibbiano chiama le Sardine rispondono, ha aggiunto. Perché evidentemente la comunità di Bibbiano ha bisogno anche dell'anti-sovranismo: "Noi abbiamo semplicemente ascoltato una comunità che vuole dire la sua dopo che ha subito il peggio, un vero sciacallaggio che ha portato dolore", ha concluso Santori.