Le Regioni vogliono programmare le riaperture. L'opinione dei governatori è chiara da giorni, se non da settimane, e ora che a presiedere la Conferenza c'è il leghista Massimiliano Fedriga le richieste all'esecutivo si faranno certamente più pressanti. La linea delle Regioni, anche se in grande maggioranza a guida centrodestra, non dipende tanto dal colore politico, quanto dalla necessità di dare risposte ai cittadini. Così chiedono da giorni al governo di organizzare un piano già a partire dalla prossima settimana per riaprire le attività chiuse. Di contro, la linea di Chigi è chiarissima: si riaprirà quando i dati del contagio lo permetteranno e quando si vedranno i risultati dell'accelerazione nella campagna vaccinale. Che sia tra una settimana o tra un mese.

Domani mattina le Regioni si incontreranno prima tra loro, in videoconferenza alle 11. L'obiettivo principale della mattinata è fare delle valutazioni sulle linee guida per la riaperture delle attività chiuse e presentarsi davanti al governo con un piano preciso e scandito, da concordare poi con i ministri e il presidente del Consiglio, per creare un calendario delle riaperture che possa iniziare prima possibile. Sempre domani, infatti, ci sarà prima la Conferenza Unificata alle 14.30 – anche con le città e autonomie locali – e poi la Conferenza Stato-Regioni, entrambe convocate dalla ministra Gelmini. Gran parte della maggioranza – e del governo – in realtà è d'accordo sul tema: "Spero che già la settimana prossima, sulla base dei dati, si possa dare segnale concreti di speranza e di riaperture", ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, al question time alla Camera.

Programmare è la parola chiave, ma anche rivedere i criteri con cui si può riaprire o meno. Ormai da un mese, precisamente dal 15 marzo, la zona gialla è sospesa e l'Italia è divisa tra rosso e arancione. I presidenti delle Regioni non hanno mai apprezzato particolarmente questa decisione del governo, ma ora chiedono con forza di ripristinarla e non solo. L'idea dei governatori è allungare il coprifuoco almeno fino a mezzanotte e permettere, dove possibile, di tenere aperti i ristoranti anche la sera. Quantomeno quelli che hanno la possibilità di fare servizio al tavolo all'esterno, ipotesi sulla quale lo stesso ministro Speranza è stato possibilista. Per le altre attività si chiede un calendario preciso, di attivare dei protocolli di sicurezza e di dare agli imprenditori delle date precise per preparare le riaperture del prossimo mese.