L’accordo tra governo, Abi e parti sociali permetterà alle banche di anticipare la cassa integrazione per i lavoratori che risentono dell’emergenza Coronavirus. I lavoratori riceveranno prima, così, la cifra che gli spetta, con un accredito su conto corrente. E proprio su questo il leader della Lega, Matteo Salvini, da giorni sta cercando di aprire una polemica con l’esecutivo. Negli scorsi giorni, infatti, Salvini ha pubblicato una card sui social in cui riporta una frase dell’accordo sottoscritto e aggiunge: “Obbligo di aprire un nuovo conto corrente per i soldi della cassa integrazione?”. Poi si chiede ancora: “Cassa integrazione, altra burocrazia sulle spalle di imprenditori e lavoratori, e altro regalo alle banche??? Non ci voglio credere”. Salvini, però, riporta la notizia in modo molto parziale, tanto da non far riferimento a tutta la convenzione, ma solo a una parte. Tralasciando il fatto che le banche non chiederanno quasi mai l’apertura di un nuovo conto, se non gratuitamente e senza operazioni burocratiche complicate.

Cosa prevede la convenzione tra Abi e governo sulla cassa integrazione

Il riferimento di Salvini è a questa frase riportata nella convenzione: “L’anticipazione dell’indennità spettante avverrà tramite l’apertura di credito in un conto corrente apposito, se richiesto dalla Banca, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale”. Ma nel testo, poco più in giù, si specifica anche: “In riferimento all’apertura dell’apposito conto corrente e alla correlata apertura di credito, le Banche che applicano la Convenzione adotteranno condizioni di massimo favore al fine di evitare costi, in coerenza alla finalità ed alla valenza sociale dell’iniziativa”.

Pd contro Salvini: conti correnti già esistenti

A sottolineare come Salvini abbia riportato l’informazione molto parziale ci pensa anche il Pd, che spiega: “Grazie a questo accordo la Cig arriverà a chi ne ha diritto entro Pasqua, ossia molto prima dei 2-3 mesi che avrebbero, altrimenti, aspettato; – l’accordo è a costo zero per il lavoratore. È ben specificato nella convenzione, dove si invitano le parti interessate a ‘evitare costi, in coerenza con la valenza sociale dell’iniziativa’; – l’agevolazione è a disposizione dei lavoratori interessati. In quel caso, imprese, Inps e banche intrecceranno i dati bancari di conti correnti già esistenti. Chi non lo fosse, potrà continuare a rivolgersi agli sportelli Inps; – infine, informiamo Salvini che nel 2018 solo il 14% degli italiani non aveva un conto corrente. Supponiamo che ne abbia uno anche lui, a meno che non conservi i soldi sotto al materasso”. Il Pd, quindi, sottolinea un aspetto che emerge dalla convenzione: si rintracceranno i dati dei conti correnti già esistenti e solo laddove non ci siano il lavoratore dovrà aprirne uno nuovo.

Aiuto, arrivano le banche!! Per la destra, si sa, al solo nominare la parola ‘banche’ scatta una specie di riflesso condizionato. E non poteva fare eccezione la Lega di Salvini, che all’annuncio dell’accordo tra governo e Abi per l’anticipo della Cig non ha resistito alla tentazione di inventare l'ennesima fake. E così, di fronte a una novità che agevola i lavoratori, pur di attaccare il governo l’ex ministro dell’Interno anziché gioire per chi è in difficoltà, fomenta il panico e si inventa “l’obbligo di apertura di milioni di conti correnti in piena emergenza”. Addirittura! Ecco come stanno le cose, nella realtà: – grazie a questo accordo la Cig arriverà a chi ne ha diritto entro Pasqua, ossia molto prima dei 2-3 mesi che avrebbero, altrimenti, aspettato; – l’accordo è a costo zero per il lavoratore. È ben specificato nella convenzione, dove si invitano le parti interessate a “evitare costi, in coerenza con la valenza sociale dell’iniziativa”; – l’agevolazione è a disposizione dei lavoratori interessati. In quel caso, imprese, Inps e banche intrecceranno i dati bancari di conti correnti già esistenti. Chi non lo fosse, potrà continuare a rivolgersi agli sportelli Inps; – infine, informiamo Salvini che nel 2018 solo il 14% degli italiani non aveva un conto corrente. Supponiamo che ne abbia uno anche lui, a meno che non conservi i soldi sotto al materasso. Ma al di là dei tecnicismi, quello che ci colpisce è l’attacco a una misura che è un'agevolazione per i cittadini, dimostrando ancora una volta di avere a cuore il proprio interesse, e non quello degli italiani. Purtroppo, l'unica cosa che non è una bufala è questa.

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