La benzina supera i 2 euro al litro al self service, gasolio a 2,11 euro: dove costa di più
La benzina non costava così tanto da quasi tre anni: era il 18 settembre del 2023 l'ultima volta che superò i due euro al litro, nella media nazionale. Oggi, secondo l'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese, il prezzo medio sulla rete stradale è di 2,002 euro al litro per la benzina e di 2,116 euro al litro per il gasolio, che pure beneficia ancora (fino al 25 agosto) del taglio delle accise da 17 centesimi. L'aumento rispetto ai giorni scorsi è minimo, ma si sfonda una soglia psicologica importante per gli automobilisti. Il governo dovrà valutare, la prossima settimana, se intervenire con un nuovo taglio delle accise o scegliere una strada diversa.
Dove costa di più la benzina: la classifica delle Regioni
Per la benzina si pagano in media 2,002 euro al litro, per il gasolio 2,116 euro al litro. E questo sulla rete stradale ordinaria, perché chi viaggia in autostrada, come sempre, incontra tariffe ben più alte: 2,077 euro al litro per la Super, ben 2,186 euro per il diesel. Significa che chi ha un'auto di medie dimensioni, da 50 litri per un pieno, e si trova a dover fare rifornimento in autostrada può spendere fino a 103,85 euro. Se va a gasolio, la soglia massima è di 109,30 euro.
Questi sono dati medi, ma naturalmente ci sono differenze significative sul territorio nazionale, tra una Regione e l'altra. Il ministero ha pubblicato anche le varie medie regionali, e questo permette di chiarire in quali Regioni costa di più la benzina:
- Bolzano: 2,041 euro al litro
- Calabria: 2,025 euro al litro
- Basilicata: 2,020 euro al litro
- Puglia: 2,020 euro al litro
- Friuli-Venezia Giulia: 2,018 euro al litro
- Valle d'Aosta: 2,016 euro al litro
- Sicilia: 2,013 euro al litro
- Sardegna: 2,102 euro al litro
- Trento: 2,011 euro al litro
- Liguria: 2,004 euro al litro
- Toscana: 2,004 euro al litro
- Molise: 2,003 euro al litro
- Abruzzo: 2,001 euro al litro
- Umbria: 2,001 euro al litro
- Lombardia: 1,998 euro al litro
- Campania: 1,997 euro al litro
- Emilia-Romagna: 1,994 euro al litro
- Piemonte: 1,994 euro al litro
- Marche: 1,991 euro al litro
- Veneto: 1,991 euro al litro
- Lazio: 1,988 euro al litro
Ben oltre la metà delle Regioni italiane, quindi, sono oltre la soglia dei due euro (per quanto sei delle sette delle più popolose si trovino ancora al di sotto). La distanza tra la cima e il fondo della classifica è di oltre cinquanta centesimi al litro. La situazione è analoga per il gasolio, dove l'ordine delle Regioni è molto simile e si va dai 2,164 euro di Bolzano ai 2,100 euro del Lazio.
I motivi del rialzo della benzina
Spiegare l'andamento dei prezzi del carburante alla pompa non è semplice, perché sono coinvolti diversi fattori. L'ultima volta, nel 2023, si guardava all'onda lunga dello shock energetico causato dall'invasione della Russia in Ucraina, con i Paesi dell'Opec che avevano deciso di ridurre la produzione di petrolio.
Oggi il costo di benzina e diesel è ancora legato al prezzo del petrolio, influenzato dalla crisi internazionale in Medio oriente con la guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. In più, ci sono le spese necessarie per la lavorazione della materia prima, che va trasformata in carburante, e il trasporto.
Come è cambiato il prezzo del carburante
Non è certo da oggi che i prezzi delle benzina e del gasolio oscillano, anche se è la prima volta da tre anni che la benzina supera i due euro al litro. Basta guardare a come si sono mossi negli ultimi mesi, nei dati forniti dal ministero dell'Ambiente. A gennaio, la questione del caro carburante sembrava superata: da mesi benzina e gasolio oscillavano tra 1,60 e 1,70 euro al litro. Dall'inizio dell'anno con l'allineamento delle accise è avvenuto il ‘sorpasso' e il diesel ha iniziato a costare più della Super.
Il salto è avvenuto tra gennaio e febbraio, con le tensioni tra Stati Uniti e Iran culminate con l'attacco militare di Washington e Tel Aviv, e la seguente crisi dello Stretto di Hormuz. Ad aprile il gasolio, particolarmente colpito, era a 2,097 al litro mentre la benzina era tornata a calare a 1,763 euro.
Nei mesi successivi sono arrivati i primi tagli delle accise, concentrati soprattutto sul diesel. A maggio il gasolio era sceso a 2,006 euro, ma la benzina era salita a 1,1931. A giugno, le cose erano migliorate: diesel a 1,953 e Super a 1,865 euro. A luglio la nuova impennata, con il prezzo medio della benzina a 1,908 e quello del gasolio ampiamente oltre i due euro, a 2,027 euro. Fino allo fondamento della soglia psicologia dei due euro anche per la benzina, arrivato oggi.
Le misure per limitare ulteriori rialzi
Il governo dovrà decidere come intervenire entro martedì 25 agosto, quando scadrà l'attuale taglio sulle accise. Non è ancora chiaro cosa voglia fare l'esecutivo. Un nuovo taglio costerebbe moltissimo e potrebbe, ancora una volta, solamente fare da tampone per l'emergenza. Lasciare che la salita dei prezzi continui, tanto più con un rincaro da 17 centesimi sul gasolio, potrebbe però essere disastroso per il consenso elettorale.
Le opposizioni chiedono interventi sulle accise, e lo stesso fanno le associazioni di consumatori, nonostante la maggior parte degli economisti concordi che tagliare le accise, nel lungo periodo, beneficia i più benestanti. "Il governo non ha più scusanti e deve intervenire immediatamente con un ulteriore taglio delle accise esteso anche alla verde", ha detto il Codacons, elencando dati: "Solo a luglio gli italiani hanno speso per i rifornimenti di benzina e gasolio 782 milioni di euro in più rispetto allo stesso mese del 2025, e il conto rischia di aggravarsi: con i listini ai livelli attuali la stangata complessiva per il bimestre luglio-agosto rischia di raggiungere quota 1,8 miliardi di euro solo a titolo di maggiore spesa ai distributori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".
L'Unione nazionale consumatori, da parte sua, ha chiesto di "innalzare la riduzione sul gasolio da 14 a 30 centesimi, così da far scendere il prezzo sotto i 2 euro al litro in autostrada". E, in più, di "fare finalmente qualcosa per chi ha l'auto a benzina: urge un taglio di 15 centesimi per tornare a un prezzo ragionevole di 1,9 euro al litro in autostrada".