Prezzi dei carburanti in aumento, il gasolio rischia di toccare i 3 euro: il taglio delle accise è un flop
Il taglio delle accise sta per scadere. L'ultimo sconto varato dal governo Meloni volgerà al termine martedì 25. La misura però non ha avuto gli effetti sperati. Ieri il prezzo medio del gasolio in autostrada è stato allo stesso livello del 4 agosto scorso, giorno in cui il Consiglio dei ministri ha emanato l'ultimo decreto accise, prorogando il taglio di 17 centesimi al litro delle imposte sul diesel che era già in vigore dal 28 luglio.
Quanto costano diesel e benzina oggi
Il rialzo continua anche oggi. Secondo quanto reso noto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, in autostrada il diesel in modalità self costa in media 2,178 euro al litro rispetto ai 2,173 euro di ieri. Sempre sulla rete autostradale, il prezzo medio self per la benzina è di 2,074 euro al litro. Lungo la rete stradale nazionale la verde in modalità self è in media pari a 1,997 euro a litro mentre il gasolio a 2,107 euro al litro.
Non è tutto. Stando all'analisi del Codacons i prezzi dei carburanti non solo sono tornati ai valori precedenti alla proroga, ma addirittura quelli della benzina hanno superato sia in autostrada che sulla rete ordinaria i livelli del 27 luglio. "Nel periodo considerato sulla rete ordinaria la benzina è passata infatti da 1,982 a 1,994 euro al litro, con una maggiore spesa di 0,60 euro per un pieno da 50 litri", segnala l'associazione. "I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale", aggiunge.
Perché i prezzi dei carburanti sono tornati a salire
In altre parole è come se lo sconto si fosse completamente azzerato, riassorbito dall'aumento dei prezzi e probabilmente dalle azioni speculative messe in atto da alcuni gestori e compagnie. "Che ci sia una speculazione, non solo in Italia ma a livello internazionale, è evidente", ha spiegato Alessandro Zavalloni, segretario nazionale di Fegica a GEA. "Il problema della formazione del prezzo dei carburanti è fuori controllo. Nessuno ha la possibilità, la capacità o i parametri per stabilire se un prezzo sia equo o meno. Non esiste un controllo né a livello internazionale, poiché nessuno conosce il reale sistema di formazione dei prezzi di riferimento come il Platts, che non è un’autorità internazionale", ha aggiunto.
Anche i controlli promessi dal governo tramite la Guardia di finanza si sono rivelati inefficaci. Alle difficoltà interne si aggiungono le tensioni in Medio Oriente e la guerra in Ucraina, dove i fronti sono ancora aperti. I transiti attraverso lo Stretto di Hormuz restano fortemente limitati.
Il gasolio rischia di arrivare a 3 euro al litro
Di fronte a questa situazione, non è da escludere che nei mesi successivi i rialzi proseguano. Il diesel potrebbe addirittura toccare i 3 euro. "Raggiungere sul gasolio i 3 euro al litro nei prossimi mesi non è difficile", ha dichiarato Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, ad Adnkronos. Se la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse continuare a peggiorare e non arrivasse una vera ‘de-escalation "è possibile raggiungere questa soglia". Intanto "il diesel è arrivato a 2,60-2,68" euro al litro.
Sconto in scadenza: il piano del governo Meloni
Ma nel frattempo, qual è il piano del governo? Per il momento non è stato ancora fissato il prossimo Consiglio dei ministri. Le associazioni sperano in una proroga, estesa anche alla benzina, ma bisognerà recuperare delle risorse. Complessivamente, gli ultimi due tagli sono costati alle casse dello Stato ben 370 milioni di euro. È probabile che l'esecutivo scelga di prendere tempo per poter attingere all'extragettito Iva di agosto ma non è detto che basti.