L’ex vice-capo del Ris spiega perché Garofano “poteva non essere informato” del DNA sui pedali di Stasi
Tra gli ultimi incontri in Procura di Pavia, prima che i pm provvedessero alla chiusura delle indagini su Andrea Sempio, c'era anche quello con l'ex vice-comandante del Ris del 2007 (anno dell'omicidio di Chiara Poggi) Marco Pizzamiglio. Ai sostituti procuratori Valentina De Stefano e Giuliana Rizza ha spiegato che il giorno del delitto era lui al comando del Ris di Parma perché il comandante Luciano Garofano era in ferie. E poi ha aggiunto: "Il problema di Garlasco è stato che è avvenuto contemporaneamente a un grave duplice omicidio a Treviso. In quel periodo, essendo periodo estivo, c'era poco personale". Precisando anche che era l'unico biologo in servizio e ha raccontato così la prima volta che sono entrati nella villetta di Garlasco:
Io ho deciso di recarmi a Garlasco in quanto il Comandante del Reparto Operativo di Pavia mi aveva garantito che si dovevano rilevare solo le impronte ed in quel momento non avevo biologi, ero l'unico biologo. Pertanto, mi sono recato lì con Col. Mattei e con una squadra di dattiloscopisti. Quando siamo arrivati lì però ho visto che c'era tantissimo sangue. Alla fine quel giorno non abbiamo potuto fare il sopralluogo, perché non eravamo attrezzati per la biologia, ed abbiamo fatto solo i rilievi fotografici. Siamo tornati il giorno dopo o quello dopo ancora per fare i rilievi biologici.
Marco Pizzamiglio ha precisato che le analisi genetiche sul caso erano state tenute dal colonnello Marino e dal colonnello Mattei, che erano i più alti in grado e per lui "anche i più bravi". Da precisare inoltre che i due colonnelli erano stati nominati come consulenti della Procura e non era d'accordo Garofano che invece avrebbe preferito che le diverse attività fossero "effettuate come delega ai Ris".
Come spiegano più ufficiali del Ris e la Procura, a effettuare i due test risultati negativi nella comparazione tra DNA di Chiara Poggi e il materiale genetico sui pedali di Stasi il 20 settembre 2007, il giorno dopo un test positivo, era stato il dottor Marino che non aveva informato il vice comandante Pizzamiglio. Ma nulla di strano: "Era una consulenza tecnica quindi io non mi sarei mai permesso di chiedere e lui non avrebbe avuto motivo di informarmi".
Pizzamiglio ha precisato inoltre che dopo i primi giorni non si è più occupato del caso e non ha mai fatto neanche una riunione a riguardo con il comandante Garofano. Ma dopo i test eseguiti anche sui pedali di Alberto Stasi, per prassi, gli ufficiali del Ris chi devono avvisare? Pizzamiglio risponde così alla domanda della Procura: se sono nominati come consulenti della Procura, "non è previsto aggiornare il superiore dei risultati". E ancora: "Poteva succedere nella prassi quotidiana che se Marino su una traccia aveva un problema di interpretazione mi chiedeva un consiglio. Ma nel caso dell'omicidio di Garlasco non mi chiese nulla". E poi sottolinea: "Ricordo comunque che nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi erano puntualmente presenti i CT (ovvero i consulenti) delle parti". Quindi i consulenti delle parti, compresa la difesa di Stasi, sapevano di tutti i test eseguiti sul DNA sui pedali? Anche dei test negativi?
Cosa succedeva se i consulenti – per altri loro impegni – non riuscivano a essere presenti? In un verbale del 2007 si legge che l'avvocato Pieragostini (collaboratore dell'avvocato Tizzoni della famiglia Poggi) e il genetista Fabbri della difesa Stasi non sarebbero stati presenti ad alcune analisi: "I presenti danno atto che non potranno presiedere le operazioni di domani 18 settembre 2007 e pertanto avverranno senza soluzione di continuità e senza ulteriori preavvisi".
A Pizzamiglio è stato anche chiesto cosa ricorda delle indagini sul caso e lui ha risposto così:
Ricordo che la dottoressa Muscio all'inizio aveva stoppato alcune delle indagini investigative. Ricordo che c'erano le impronte di alcune suole di scarpa. Noi eravamo molto bravi a fare le indagini sulle suole. La dottoressa all'inizio non aveva voluto autorizzare una perquisizione a casa di Stasi per trovare le scarpe, che venne fatta solo dopo. A seguito della perquisizione mi portarono tre paia di scarpe di Stasi, che però erano delle scarpe nuove, sicuramente non utilizzate dallo stesso al momento del fatto. Io feci solo una diagnosi per verificare se le scarpe avessero del sangue, ma con esito negativo.