Dirò negro fino all’ultimo dei miei giorni”. Con queste parole il vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, Nino Spirlì, è intervenuto durante un dibattito organizzato dalla Lega e Catania. Il vice di Jole Santelli, eletta a gennaio presidente di Regione, ha tentato di rivendicare l’utilizzo di alcune parole come “negro” o “frocio”: “Dirò negro fino all’ultimo dei miei giorni, dirò frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno? Mi tagliano la lingua? Non credo che possano arrivare a tanto. Cominciamo a difendere le vere verità nel quotidiano”.

L’intervento di Spirlì è centrato tutto sull’uso di alcune parole che vengono ritenute razziste o discriminatorie: “Come se dire zingaro fosse già una sorta… come se a priori la volessimo utilizzare per dare un giudizio negativo. Negro è la stessa cosa. Per poter dire negro io parlo calabrese e dico ‘mamma passa u nigru’ e sapendo che in dialetto calabrese u nigru è u nigru e non c’è altro modo per dirlo, nessuno mi può dire che io come minoranza calabrese non possa utilizzare il termine che meglio riconosco”.

Stesso discorso per quanto riguarda la definizione delle persone omosessuali: “Così nessuno può venire a dirmi ‘non puoi dire che sei ricchione perché sei omofobo’. Io lo dico e guai a chi mi vuole impedire di dire la parola ricchione per dire che sei ricchione“, afferma riferendosi a se stesso. Poi aggiunge: “Se esistono le ere questa è l’era della grande menzogna, siamo in mano a delle bruttissime lobby che si sono unite, hanno fatto una lobby delle lobby. Quella a cui avrei dovuto appartenere io, per esempio, è una delle peggiori: non c’è cosa più brutta della lobby frocia. Quella che dice che non devi dire quella parola, non devi avere quell’atteggiamento, se non sei comunista non sei omosessuale. Ma io ho pure un compagno, no non si può. Sei sposato? Ma siete pazzi? Avete mai visto due uomini che si sposano? Un bambino con due padri o con due madri? L’avete mai visto in natura? Avete mai visto in natura un cucciolo di cane che ha due padri che abbaiano allo stesso modo? Mi sembra una follia”.

Il vicepresidente della Regione Calabria non si ferma: “Coprire la nostra cultura, ancora ben radicata, se glielo consentiamo oggi noi siamo gli ultimi. Se moriamo noi, quelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero, perché questi sono capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti. Bruciano le parole e adesso vogliono cancellarle dai dizionari, non glielo dobbiamo consentire. Cosa fare? Io parlo, dirò negro fino all’ultimo dei miei giorni, dirò frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno? Mi tagliano la lingua? Non credo che possano arrivare a tanto. Cominciamo a difendere le vere verità nel quotidiano”.