Covid 19
22 Agosto 2021
15:50

“Il vaccino rende liberi”: la scritta No Vax sopra un arco a Perugia (che nessuno rimuove)

È apparsa una scritta in pieno centro a Perugia: “La vaccinazione rende liberi”. Si tratta di un chiaro messaggio dei No Vax. Le parole della scritta, che segue l’andamento di un arco, sono dipinte con la vernice, sotto un’icona della Vergine, in via del Topo. Si trova lì in bella vista da giorni, ma nessun addetto del Comune si è preoccupato di cancellarla.
A cura di Annalisa Cangemi
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I No Vax si fanno sentire anche in Umbria. Ancora una volta cittadini contrari alla vaccinazione anti Covid, sebbene i casi siano in aumento, paragonano il green pass e l'invito delle istituzioni a immunizzarsi, al nazismo e ai lager tedeschi.

E così da qualche giorno è comparso  in una delle strade del centro, via del Topo, traversa tra via Cartolari e via della Viola, un messaggio molto evocativo: "Impfung macht frei", e cioè "La vaccinazione rende liberi", con l'intento di collegare la protezione contro l'infezione alla celebre frase "Il lavoro rende liberi", motto posto all'ingresso di numerosi campi di concentramento, rivolto ai deportati. Le parole della scritta, che segue l'andamento di un arco, sono dipinte con la vernice, sotto un’icona della Vergine. Si tratta senza dubbio di una provocazione per alimentare dubbi anti-scientifici e convincere la gente a non vaccinarsi. Dopo diversi giorni la scritta è ancora lì, e nessuno del Comune si è preoccupata di cancellarla o coprirla. "Il sindaco è in ferie o acconsente?", si chiede un utente sui social.

"È lì da una settimana, sull’arco di via del Topo, nel cuore di Perugia. Paragonare la campagna vaccinale antiCovid all'orrore nazista è una follia. Un insulto inaccettabile", scrive un altro cittadino sul social network. E ancora: "Il sindaco Andrea Romizi, non ha niente da obiettare? Per tacere dei rappresentanti dello Stato, probabilmente in vacanza, o in altre faccende affaccendati".

Non è la prima volta che il vaccino viene paragonato alla dittatura nazista. Ci aveva già pensato il vicesindaco di Bistagno, in provincia di Alessandria, non più tardi di un mese fa, pubblicando su Facebook un fotomontaggio in cui si vedeva l'ingresso di un campo di concentramento nazista, sormontato dall'avviso "Il vaccino rende liberi".

Anche il parlamentare siciliano Sergio Tancredi aveva accostato il green pass alla Shoah, pubblicando il tatuaggio dei prigionieri nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, accompagnato da queste parole: "A breve per chi non si allinea. Magari pratica inserita in un Dpcm! Sapevatelo. Mala tempora currunt".

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