Il governo ha approvato il nuovo decreto legge contenente le misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia di coronavirus fino al prossimo 15 ottobre. Queste erano già state preannunciate dall'intervento del ministro della Salute, Roberto Speranza, in Parlamento. L'esponente di Leu, infatti, aveva detto: "Verranno confermate le misure essenziali fino a qui adottate. Ma ci sarà un primo rafforzamento di queste misure. L'asse portante poggia su tre regole: utilizzo corretto delle mascherine, che verrà esteso anche all'aperto; in ogni situazione in cui c'è il rischio di incontrare persone non conviventi bisogna indossarla. Lavoriamo nelle prossime ore per aumentare il livello dei controlli sugli assembramenti, non ce li possiamo permettere. Il terzo punto riguarda il lavaggio delle mani. Su queste regole essenziali c'è la piena condivisione della comunità scientifica mondiale".

Mascherine obbligatorie anche all'aperto

Con il nuovo decreto vengono quindi confermate le misure anti-contagio attualmente in vigore, che in alcuni casi saranno rafforzate. Come per le mascherine, che dovranno essere obbligatoriamente indossate anche all'aperto e non più soltanto nei luoghi pubblici al chiuso e nei mezzi di trasporto. Questo vale per tutto il territorio nazionale, mentre ad oggi in alcune Regioni non era ancora necessario indossare la mascherina anche per strada. Nel decreto il governo stabilisce "l'obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutti i luoghi all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi". Sono esclusi i bambini sotto i sei anni, le persone con patologie non compatibili con l'uso della mascherina e chi esce per svolgere attività sportiva.

Aumentano i controlli: cosa rischia chi non rispetta le regole

Come ha spiegato il ministro Speranza, con il nuovo decreto si andranno anche ad aumentare i controlli in modo da verificare il pieno rispetto delle regole da parte di tutti e assicurare che non si verifichino assembramenti, i quali potrebbero favorire una più ampia diffusione dei contagi. Chi sarà sorpreso fuori dalla propria abitazione senza la mascherina andrà incontro a multe dai 400 fino ai mille euro. Sanzioni che si fanno però ancora più severe per chi viola la quarantena: si va dai 500 fino ai 5mila euro con l'arresto dai 3 ai 18 mesi. Anche gli esercizi pubblici che non rispettano le norme anti-contagio rischiano grosso: dai 400 ai mille euro di multa, più la chiusura del locale da 5 a 30 giorni.

La proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021

Infine, sempre come già annunciato dal ministro della Salute, il governo ha deciso di prolungare lo stato di emergenza fino al prossimo 31 gennaio 2021: "I risultati si conquistano ogni giorno e per questo la linea deve essere quella della prudenza, per questo penso che sia giusta la scelta del governo di voler prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio. Ritengo questo atto corrispondente pienamente alla fase epidemiologica che stiamo attraversando. L'impalcatura che ci siamo dati è un modello che ha funzionato", aveva detto Speranza. L'esecutivo prolungherà quindi lo stato di emergenza fino al prossimo 31 gennaio 2021, a un anno esatto dalla prima dichiarazione dell'emergenza sanitaria.

Le Regioni possono approvare solo misure più restrittive

Per quanto riguarda la gestione dell'emergenza a livello regionale nel nuovo decreto legge si sottolinea che i governatori possono adottare solo misure più restrittive di quelle disposte dall'esecutivo centrale. Ne possono approvare di "ampliative", cioè di più permissive, solo nei casi in cui il decreto lo preveda espressamente e con parere conforme degli esperti del comitato tecnico scientifico. Nell'ultimo decreto legge di luglio, invece, era prevista la possibilità per le Regioni di varare anche norme più tenui rispetto a quelle nazionali, a seconda della situazione epidemiologica sul territorio. Una possibilità che ora scompare. "Le Regioni potranno naturalmente assumere misure più restrittive ma è evidente che in questo tempo nuovo c’è bisogno di un livello di coordinamento molto più forte e significativo rispetto agli ultimi mesi", aveva detto ancora Speranza.