Questa mattina il ministro della Salute Roberto Speranza ha riferito nell'Aula della Camera sul nuovo dpcm, che sarà approvato nelle prossime ore. Nel nuovo provvedimento per limitare i contagi di Covid-19, che come ha sottolineato Speranza nel corso del suo intervento sono in crescita da 9 settimane. A cambiare in questa fase sarà soprattutto l'interazione Stato-Regioni, che dovrà essere ripensata nell'ottica di una maggiore collaborazione, per evitare conflitti o situazioni frammentarie a macchia di leopardo. Perché, questo il senso del discorso del titolare della Salute, non esistano zone più colpite e zone invece Covid free: il virus è purtroppo ormai diffuso in tutto il territorio, non più in un'area geograficamente circoscritta come nei mesi di marzo, aprile e maggio, quando ad essere investito fu prevalentemente il Nord Italia.

"Ci sarà bisogno di ripristinare la massima condivisione nella relazione tra Stato e Regioni, e ci sarà un'altra riunione con i presidenti di Regione prima del nuovo dpcm. Le Regioni potranno naturalmente assumere misure più restrittive ma è evidente che in questo tempo nuovo c'è bisogno di un livello di coordinamento molto più forte e significativo rispetto agli ultimi mesi". ha affermato Speranza, illustrando in contenuti del nuovo dpcm, che prevede, oltre alla conferma di tutte le misure in vigore fino ad oggi, l'obbligo di mascherina anche all'aperto in tutte le Regioni, la proroga dello stato d'emergenza fino al 31 gennaio 2021, e un rafforzamento dei controlli per strada, soprattutto nelle zone della movida, per verificare il rispetto del divieto di assembramento. Non ci sarà invece la norma che preoccupava i gestori di ristoranti e bar, e cioè il coprifuoco con la chiusura anticipata dei locali.

Tra le righe dell'intervento di Speranza si legge l'orientamento che era stato anticipato già nella riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, e cioè che nel nuovo dpcm verrà esplicitato il divieto per le Regioni di adottare norme anti-contagio meno restrittive di quelle vigenti a livello nazionale. L'idea è quindi quella di consentire ai presidenti delle Regioni di adottare proprie disposizioni ma solo se più restrittive di quelle stabilite dal governo e vietare di introdurne di più morbide, come avvenuto la scorsa estate con le discoteche. Per esempio nei giorni scorsi alcuni governatori hanno emanato delle ordinanze introducendo l'obbligo di indossare la mascherina ovunque nella propria Regione, e lo hanno fatto anticipando le mosse del governo.