Grillo citato in Tribunale: “Il regolamento M5S è illegale, va annullato”

Esclusi dalla corsa verso lo scranno più alto del Campidoglio, tre attivisti del M5S hanno deciso di opporre ricorso contro il Movimento, citando in causa Beppe Grillo presso il Tribunale di Roma. Motivo del contendere? I tre ricorrenti, Paolo Palleschi, Antonio Caracciolo e Roberto Motta, credono di essere stati ingiustamente esclusi dalle "comunarie" grilline dello scorso febbraio, vinte da Virginia Raggi, e chiedono che il Tribunale annulli le loro espulsioni. Il ricorso è stato presentato da Palleschi, che di professione fa l'avvocato e che presentando il ricorso, ha richiesto che il Tribunale intervenga con urgenza, ovvero prima della presentazione formale delle liste elettorali per il Comune di Roma, per permettere il ripetersi della competizione elettorale interna al M5S .
I tre attivisti espulsi dal Movimento, nel loro ricorso, non contestano però solo le proprie espulsioni, ma attaccano quello che viene considerato il cuore pulsante del M5S: il suo regolamento interno, quel regolarmente da sempre al centro delle polemiche, varato nel 2014 per evitare che il M5S potesse essere escluso dalle competizioni elettorali e siglato a suo tempo dall'avvocato Lorenzo Borrè. "Va considerato nullo, giuridicamente, di nessun effetto in quanto imposto da soggetti carenti di qualsiasi potere e in quanto adottato in assenza di qualsiasi deliberazione assembleare e/o accordo degli associati" e pertanto non applicabile. Questo, in sostanza, è ciò che sostengono i tre ricorrenti che riferiscono inoltre che il regolamento sarebbe stato sì pubblicato sul Blog di Beppe Grillo, ma non sarebbe mai stato votato dagli iscritti e per questo motivo sarebbe illegale.
Il ricorso è stato depositato, ma ancora non è dato sapere come e se il Tribunale darà seguito alla denuncia dei tre ex attivisti. Come sottolineato dall'ex deputato grillino Massimo Artini, anch'egli espulso dal Movimento: "Nei 5stelle non c'è niente di trasparente. E' un bene che ci sia chi finalmente chiede a un giudice se una forza politica può essere gestita così".