Il Garante per la protezione dei dati personali dà parere favorevole alla piattaforma nazionale per il rilascio del Green pass, la certificazione verde che permette ai cittadini di spostarsi liberamente in Italia. Ma si limita ad autorizzare l’uso dell’app Immuni, rinviando invece l’impiego dell’app Io a causa delle criticità riscontrate su quest’ultima. Il Garante per la privacy si è espresso dopo lunghe interlocuzioni con il ministero della Salute: il parere riguarda lo schema di decreto attuativo che attiva la piattaforma nazionale per il rilascio del pass. Con la certificazione verde, introdotta dal decreto Riaperture, vengono consentiti gli spostamenti tra Regioni (anche tra zone arancioni e rosse) e l’accesso ad alcuni eventi pubblici e sportivi. Serve, inoltre, anche per partecipare alle cerimonie in zona gialla.

Il Garante per la privacy chiede modifiche sul green pass

L’Autorità chiede al governo di individuare “con chiarezza, in sede di conversione in legge del decreto, i casi in cui può essere chiesto all'interessato di esibire la certificazione verde per accedere a luoghi o locali”. È questo, infatti, il punto ritenuto più critico, ovvero la mancata individuazione dei casi in cui è necessario il green pass, soprattutto in considerazione del fatto che alcune Regioni hanno emanato proprie ordinanze che prevedono ulteriori utilizzi della certificazione oltre a quelli previsti dal decreto. Il Garante per la privacy chiede una modifica di alcuni elementi, a partire dalla richiesta di “chiarezza sulle finalità per le quali potrà essere richiesto il green pass che dovranno essere stabilite con una norma di rango primario”. Inoltre, secondo il Garante, la norma dovrà prevedere che le certificazioni vengano rilasciate solamente attraverso la piattaforma nazionale e verificate con l’app VerificaC19, “unico strumento in grado di garantire l’attualità della validità della certificazione verde, in conformità ai principi di protezione dei dati personali, garantendo inoltre che i verificatori possano conoscere solo le generalità dell'interessato, senza visualizzare le altre informazioni presenti nella certificazione”.

Il green pass ai cittadini: piattaforma, app Immuni ma non app Io

L’Autorità chiede anche di prevedere diversi strumenti digitali per fornire il certificato ai cittadini: sito web della piattaforma nazionale-dgc, fascicolo sanitario elettronico, app Immuni, ma anche attraverso medici di famiglia e farmacie. Per quanto riguarda l’app Io, invece, il Garante ha rinviato il suo impiego “a causa delle criticità riscontrate in merito alla stessa”. In un altro provvedimento sull'app Io il Garante ha ordinato alla società PagoPa di bloccare con urgenza provvisoriamente alcuni trattamenti di dati che “prevedono l'interazione con i servizi di Google e Mixpanel, e che comportano quindi un trasferimento verso Paesi terzi di dati particolarmente delicati, effettuato senza che gli utenti ne siano stati adeguatamente informati e abbiano espresso il loro consenso”.