Consultazioni, giuramento, fiducia. Siamo ancora al primo dei tre step che portano all'insediamento del nuovo governo, in questo caso presieduto da Mario Draghi. L'ex numero uno della Banca centrale europea sta rientrando a Roma proprio in queste ore, dopo aver passato il fine settimana nella sua casa in Umbria a riflettere sui prossimi passaggi, decisivi per riuscire a mettere d'accordo tutte le forze politiche. Oggi inizia il secondo giro di consultazioni, ma già si pensa a quando potrebbe insediarsi il governo Draghi, ed essere – di fatto – operativo a tutti gli effetti. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare e degli atti formali da compiere, ma potremmo avere il nuovo governo in carica già la prossima settimana.

Il giuramento potrebbe avvenire entro venerdì 12 febbraio. Se Draghi dovesse trovare un accordo tra le forze politiche, che al momento sembrano aver dato ampia disponibilità di dialogo al presidente incaricato, si potrebbe arrivare a breve a una conclusione. Il nuovo giro di consultazioni si concluderà nel tardo pomeriggio di martedì, con l'ultimo incontro con la delegazione del Movimento 5 Stelle. Poi Draghi potrebbe riferire a Mattarella già nella serata di martedì, oppure prendersi una notte di tempo per riflettere ulteriormente e salire al Colle mercoledì mattina.

La fiducia sarebbe votata nei primi giorni della prossima settimana. Trovato l'accordo con le forze politiche, Draghi stabilirebbe la squadra di governo, che potrebbe essere composta da ministri tecnici o politici. Sarà fondamentale in questo senso il nuovo giro di incontri, per decidere il programma e il perimetro della maggioranza. Se il presidente incaricato sciogliesse la riserva e costituisse la sua squadra entro la settimana, potrebbero giurare già venerdì. In tal caso la prossima settimana verrebbe votata la fiducia al governo, di solito prima al Senato e poi alla Camera, per renderlo operativo e pronto a varare nuovi provvedimenti.