Sono saliti a 107 i casi totali accertati alla Brt Corriere Espresso, ex Bartolini. Il focolaio di coronavirus è scoppiato lo scorso 25 giugno nel magazzino di Bologna Roveri. Nel giro di pochissimi giorni i casi di positività si sono moltiplicati, ma l'azienda non ha ancora fermato l'attività. Solo due giorni fa l'azienda ha infatti spiegato così la scelta di non chiudere: "Mentre il Paese era fermo noi abbiamo continuato a sostenere i cittadini consegnando i beni necessari". Quindi neanche ora "possiamo fermarci non solo per i mittenti ma anche per i destinatari. Considerando che svolgiamo un servizio necessario stiamo cercando, di concerto con l'Ausl, di non fermarci perché abbiamo messo in campo tutte le azioni concordate per evitare questa evenienza", aveva detto Marco Zanazzi responsabile commerciale di Brt Corriere Espresso. Per la Regione la situazione sembra essere tornata sotto controllo. Secondo il sindaco Virginio Merola il caso "è molto circoscritto".

Ora però, stando ai dati dell'azienda Usl di Bologna,  il numero dei casi totali è salito ancora: 79 sono i dipendenti trovati positivi (77 magazzinieri e 2 autisti), al Covid-19, e altri 28 sono stati individuati tra familiari o conoscenti. Tra i positivi, 95 sono asintomatici (70 tra i dipendenti e 25 tra i familiari e i conoscenti) e 12 sintomatici (9 tra gli operai e 3 tra i familiari/conoscenti). Due i ricoverati in ospedale , gli altri sono in isolamento fiduciari. 328 i tamponi eseguiti fino ad ora nell'attività di contact tracing Sono stati disposti 185 isolamenti fiduciari domiciliari tra i contatti stretti che sono stati evidenziati nel corso delle inchieste epidemiologiche. I tracciamenti continueranno anche la prossima settimana.

Intanto da oggi è scattato lo screening con 200 tamponi nell'hub per migranti di via Mattei, sempre a Bologna, dopo l'accertamento di due casi positivi tra ospiti della struttura, che lavorano nel magazzino di Bologna Roveri. Nell'hub vivono ammassate 200 persone, in camerate da 12. Non è detto però che ci sia una connessione con l'ex Bartolini. "Siamo già sul piede di guerra – ha detto il direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Bologna, Pandolfi – "Se dovesse venire fuori qualche caso, a quel punto, occorrerà stare molto attenti a dire che si origina, forse, da Bartolini. Al centro di accoglienza il contesto è completamente diverso dagli altri: è un contesto familiare, non è un contesto lavorativo. È un contesto comunitario particolare che condiziona, eventualmente, l'evoluzione del contagio. Ha una storia diversa dal focolaio alla Bartolini".

"Noi siamo in contatto con la Prefettura e la cooperativa che gestisce la struttura – ha concluso Pandolfi riferendosi alla possibile chiusura dell'hub – Domani pomeriggio faremo tutto".