Jacopo Vicini, componente della segreteria del sindaco Dario Nardella, risulta indagato per il reato di corruzione elettorale nell'ambito dell'inchiesta di Firenze che ha portato a 12 arresti e sei interdizioni per parcheggiatori abusivi e ausiliari del traffico. L'uomo sarebbe dunque coinvolto per fatti diversi dalla gang dei parcheggiatori abusivi: avrebbe procurato biglietti per il concerto dei ‘Thegiornalisti' a un altro indagato in cambio della promessa di votarlo alle elezioni comunali. Anche se Vicini poi ritirò la sua candidatura.

Il tramite tra i due sarebbe stato Nicola Raimondo, funzionario della Sas, la partecipata comunale (100%) che si occupa dei servizi stradali. Secondo quanto appreso nella segreteria del sindaco Vicini è anche incaricato di gestire biglietti per lo stadio e per concerti che il Comune ha in dotazione.

A Jacopo Vicini due giorni fa "è stato notificato un atto con cui l'autorità giudiziaria ha chiesto la consegna di atti e documenti riferibili a rapporti intrattenuti con un dipendente della società Sas, Nicola Raimondo" e "il dott. Vicini ha spontaneamente consegnato agli inquirenti alcuni documenti reperiti nel proprio ufficio in Palazzo Vecchio, nonché la stampa di alcune mail con Raimondo". Lo precisa in una nota, diffusa ieri sera, il difensore di Vicini, avvocato Luca Bisori.

"È stato altresì consegnato un telefono cellulare in uso a Vicini, di cui è stata spontaneamente fornita ogni password", prosegue il legale secondo cui "nessuna perquisizione è avvenuta nella segreteria del Sindaco, nessun ulteriore atto giudiziario è stato compiuto in danno del dott. Vicini. Né la procura di Firenze né il gip ha mai minimamente ipotizzato collegamenti di qualche genere tra il dott. Vicini ed i fatti che occupano le cronache".

"Al contrario -continua l'avvocato Bisori – tra le mail consegnate agli inquirenti spiccano una serie di comunicazioni con le quali Vicini ha segnalato a Raimondo problematiche inerenti la gestione della sosta, sollecitandolo a porvi rimedio, nell'ordinario svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Ogni accostamento del nome del dott. Vicini ai fatti per cui sono state disposte misure cautelari è dunque del tutto errato, e cagiona grave danno alla reputazione del mio assistito".

Sulla "contestazione che si muove a Vicini (la consegna di due biglietti di un concerto, in cambio dei ‘voti alle elezioni') – conclude l'avvocato -, il dott. Vicini intende precisare che egli non ha mai chiesto il voto ‘in cambio' di alcunché, e nemmeno di due biglietti di un concerto (!), non è mai stato candidato a nessuna carica elettiva comunale, non era candidato in nessuna lista al momento dei fatti, e non conosce né il sig. Sergi né nessuno della sua famiglia, né ha mai avuto con essi contatti di sorta". Vicini valuterà le iniziative "a propria difesa, non esclusa – annuncia l'avvocato Bisori – la richiesta di essere immediatamente sottoposto ad interrogatorio dall'autorità giudiziaria".

Le intercettazioni

Sarebbe stata un'intercettazione a rivelare la vicenda. Secondo gli inquirenti della procura, Vicini avrebbe fatto avere a un altro indagato, Vittorio Sergi, ausiliario della sosta arrestato in carcere, i biglietti per il concerto dei ‘Thegiornalisti' del 24 ottobre 2018 a Firenze, in cambio della promessa del voto alle Comunali. Il tramite sarebbe stato Nicola Raimondo, arrestato. In cambio dei biglietti Vicini, avrebbe dovuto ottenere quattro voti, quelli di Sergi e dei suoi familiari. Lo stesso Vicini, sempre secondo le indagini, avrebbe raccomandato al funzionario della Sas di dire a Sergi "di ricordarselo" al momento del voto. "Sono riuscito a avere quei biglietti – dice Raimondo al telefono con Sergi – ho chiamato Iacopo… È bravo, poverino, c'è da votarlo".

A ciò Sergi avrebbe risposto: "Se c'è da dargli una mano… A casa mia ‘un c'è problemi… la mia famiglia l'è tutta da quella parte". Ma in un'altra conversazione intercettata dalla polizia municipale il 6 novembre 2018, il funzionario della Sas Nicola Raimondo direbbe a un'altra persona, una donna, del fatto che il sindaco Dario Nardella aveva chiesto, e ottenuto, da Jacopo Vicini di "rinunciare alla sua candidatura al consiglio comunale perché era stato rinviato a giudizio". Ciò riguarda il fatto che Vicini è uno degli imputati del processo, ancora in corso a Firenze, su ‘Piscinopoli', dove si contesta la turbativa d'asta e altri illeciti nell'affidamento degli appalti per la gestione di alcune piscine comunali. Inoltre nella stessa conversazione, il funzionario della Sas Nicola Raimondo prosegue dicendo alla stessa interlocutrice che "Dario Nardella ha promesso all'amico (Jacopo Vicini, ndr) che l'avrebbe promosso a capo di tutta la segreteria". Raimondo infine spiega nella stessa telefonata che l'assunzione a tale incarico per Vicini "ci conviene, anche meglio è, che faccia il consigliere comunale".