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Il taglio delle accise sul gasolio non risolverà il problema del caro carburante

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È entrato in vigore oggi lo sconto sul gasolio approvato ieri in Consiglio dei ministri e durerà fino al 6 agosto. Poco più di una settimana, quindi. Giorni in cui si spera che la situazione possa migliorare da sola, con la pausa dei bombardamenti tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz. Nonostante si tratta di un provvedimento che copre appena una decina di giorni e che alla fine produce uno sconto di soli 17 centesimi al litro ed esclusivamente per quanto riguarda il gasolio – la benzina è rimasta fuori – le tensioni nel vertice del governo non sono mancate. In primis sulle coperture, visto che comunque sono stati stanziati 125 milioni di euro. Ad esempio, c’era l’ipotesi di recuperare delle copertura aumentando le accise sui tabacchi, ma sia la Lega che Forza Italia hanno dato battaglia.

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Lo sconto sul gasolio

Alla fine i soldi arriveranno dal cosiddetto meccanismo delle accise mobili. In pratica, quando il prezzo del carburante aumenta, sale anche l’Iva che viene incassata dallo Stato, che è sempre calcolata in percentuale al prezzo finale. Parte di questo extra-gettito può quindi essere riutilizzato proprio per intervenire sui rincari – quelli che hanno determinato l’aumento delle entrate per lo Stato – e abbassare i costi di benzina e gasolio.

Questa volta, però, il governo ha deciso di tagliare solo il costo del gasolio, che nei giorni scorsi aveva raggiunto dei livelli altissimi. Tra l’altro, i tir e camion che trasportano le merci generalmente viaggiano a diesel, ragion per cui il governo ha deciso di intervenire in questo senso. La tariffa media del diesel nei giorni scorsi era di circa 2,18 euro al litro, anche se in alcune autostrade in Nord Italia si sono viste cifre da capogiro come 2,78 euro al litro. Mentre per la benzina effettivamente i prezzi sono rimasti generalmente più bassi, anche se ben oltre la soglia normale: parliamo di una media di 1,9 euro al litro, anche se in alcuni distributori di Milano anche la benzina è arrivata a circa 2,5 euro al litro.

Il commento di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni ha ammesso che questo intervento non risolverà il problema, ma che è un intervento per venire incontro ai cittadini e che sarà seguito da un monitoraggio attento, giorno per giorno. In un post sui social ha scritto:

“Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada. Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito: oggi il CdM ha approvato, con decreto, un taglio immediato sul gasolio, il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga. Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione.Seguiamo giorno per giorno l’evolversi della situazione, anche sul fronte del conflitto, e torneremo a riunirci prima della scadenza per decidere i passi successivi. Faremo tutto quello che possiamo per non lasciare soli i cittadini e chi manda avanti la Nazione”.

Già in conferenza stampa, dopo il Consiglio dei ministri, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, aveva precisato che il governo sarebbe tornato a riunirsi il 4 agosto per verificare il gettito proveniente dalle accise maturate a luglio e quindi decidere come procedere per far fronte alla situazione. Che ha definito come “molto complicata, con due guerre che si intersecano, Russia e crisi di Hormuz, e che danneggiano soprattutto Paesi come Italia e Germania”. Cioè quelli più vulnerabili da un punto di vista energetico.

Pochi benefici alle pompe di benzina

Quest’ultimo decreto è ormai il quinto che – dallo scorso marzo, quando è scoppiato il conflitto e lo stretto di Hormuz è stato sigillato, facendo crollare le esportazioni di petrolio. In tutto ciò, però, i consumatori questa mattina denunciavano un effetto praticamente nullo dell’ennesimo provvedimento. Massimiliano Dona, che è il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, a una decina di ore dall’entrata in vigore del taglio, sottolineava come la misura non avesse prodotto alcun concreto beneficio agli automobilisti, complice anche il fatto che “come al solito le compagnie petrolifere e i distributori se la prendono molto comoda per adeguare i prezzi al ribasso”. Nella mattina del 28 luglio, quindi, il risparmio per un pieno da 50 litri di gasolio in autostrada sarebbe di appena 25 centesimi, con un prezzo che rimane ben al di sopra dei due euro al litro. Secondo Dona ci vorrà qualche giorno prima che gli effetti del provvedimento si facciano davvero sentire: ma a quel punto la misura si avvierà già alla sua data di scadenza. E sarà comunque insufficiente rispetto alle cifre stellari.

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