Fine vita, sì al suicidio assistito, Conte: “Passo avanti fondamentale per rispondere a chi soffre”

Dopo la bocciatura del referendum sull'eutanasia da parte della Corte Costituzionale. la Camera ha dato il via libera, in prima lettura, alla legge sul fine vita, che contiene il suicidio assistito. Il testo è passato con 253 sì, 117 no e un astenuto.
Il provvedimento dovrà ora passare all'esame del Senato. Hanno dichiarato il voto contrario Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Coraggio Italia e NcI. Alcuni deputati, soprattutto forzisti, hanno annunciato il voto a favore in difformità dal gruppo. Hanno votato invece a favore Pd, M5s, Leu, Più Europa. Italia viva ha lasciato libertà di coscienza: alcuni deputati di Iv, a titolo personale, sono intervenuti per dichiarare il voto contrario.
Per il segretario del Pd Enrico Letta si tratta di un "fatto storico". Il segretario dem ha commentato così l'esito del voto, partecipando ad un incontro su Twitch: "Devo dire che non ci avrei sperato, ma c'è stato un ottimo lavoro del Parlamento in queste settimane. Il testo è stato approvato tra l'altro con una maggioranza abbastanza importante, larga, adesso andrà al Senato e mi auguro che il Senato faccia la sua parte il più rapidamente possibile".
Soddisfatto anche il leader del M5s Giuseppe Conte: "Con il primo via libera della Camera alla legge sul suicidio assistito compiamo un fondamentale e deciso passo in avanti sul tema, complesso e delicato, del fine vita, nel perimetro già indicato dalla Corte costituzionale. Il Movimento 5 Stelle non si nasconde, ma anzi risponde a un appello morale che impone alla politica di prestare ascolto alle istanze dei cittadini, in particolar modo di tutti coloro che si ritrovano in una condizione di grave sofferenza fisica e psichica a causa di una malattia irreversibile", ha scritto in un post su Facebook.
"Con il percorso che abbiamo avviato – prosegue l'ex premier – difendiamo, innanzitutto, il principio della dignità umana, bilanciando il fondamentale diritto alla vita con il diritto all'autodeterminazione della persona, e rafforziamo anche il diritto alle cure palliative, colmando un vuoto normativo che generava incertezze e aggiungeva sofferenze a sofferenze".