I primi exit poll sulle elezioni regionali nelle Marche danno in vantaggio il candidato del centrodestra Francesco Acquaroli. L’esponente di Fratelli d’Italia si attesta tra il 47% e il 51%, contro il 34-38% del suo principale sfidante, il candidato del centrosinistra Maurizio Mangilardi. Più indietro Gian Mario Mercorelli, candidato alla presidenza della Regione Marche per il Movimento 5 Stelle, tra il 7% e il 9%. I dati sono quelli relativi agli exit poll diffusi dal Consorzio Opinio per la Rai e trasmessi in onda durante lo speciale Tg1 sulla prima rete del servizio pubblico. Gli altri candidati nelle Marche sono: Sabrina Paola Banzato, Alessandra Contigiani, Anna Rita Iannetti, Roberto Mancini, Fabio Pasquinelli. Per le prime proiezioni bisognerà attendere lo spoglio delle schede del referendum: solo in un secondo momento si passerà a quelle delle elezioni regionali.

Nelle Marche sfida tra Acquaroli e Mangialardi

Acquaroli è il deputato di Fratelli d’Italia scelto come candidato dal centrodestra e sostenuto anche da Lega, Forza Italia, Unione di Centro, Movimento per le Marche e Civici con Acquaroli. Ha 46 anni, è nato a Macerata ed è stato sindaco di Potenza Picena. Maurizio Mangilardi è il candidato del centrosinistra: ha 55 anni ed è il sindaco uscente di Senigallia. Viene sostenuto da Pd, Italia Viva, Psi, Demos, Civici Marche, Rinasci Marche, Le nostre Marche & il Centro, Lista Mangialardi presidente e Marche Coraggiose. Prima di diventare sindaco è stato consigliere comunale e assessore sempre a Senigallia, dove poi ha ricoperto due volte la carica di primo cittadino. Gian Mario Mercorelli è stato consigliere comunale nella sua città, Tolentino, e ha vinto le regionarie interne al Movimento 5 Stelle.

Marche, il presidente uscente è Ceriscioli

Nelle Marche il presidente uscente è Luca Ceriscioli, esponente del centrosinistra che ha deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato. Era stato eletto nel maggio del 2015, sconfiggendo proprio Francesco Acquaroli e il candidato del Movimento 5 Stelle Giovanni Maggi. Ceriscioli trionfò con il 41% dei voti, davanti a Maggi (al 21,8%) e allo stesso Acquaroli, che allora non andò oltre il 19%. In quell’occasione, però, il centrodestra si presentò diviso, con un candidato diverso – Gian Mario Spacca – sostenuto da Forza Italia.