La Lega vince, ma probabilmente non governerà. Le elezioni regionali in Valle d’Aosta vedono l’affermazione, come primo partito, del Carroccio. Ma una probabile alleanza per governare la Regione ben diversa, con la possibilità che a guidare l’ente ci sarà anche il Pd. La Valle d’Aosta è una Regione a statuto speciale e per questo le regole sono completamente diverse rispetto a quelle del resto d’Italia. Non si elegge direttamente il presidente, ma 35 consiglieri che poi dovranno scegliere il presidente e la maggioranza in assemblea. La Lega è il primo partito, sfiorando il 24% dei voti. Il Pd, invece, rientra in consiglio regionale. Ma il vero punto è che fuori dal consiglio ci rimane il centrodestra (Fi e Fdi) e così per la Lega l’ipotesi di governare si allontana. Anche perché Union Valdotaine e autonomisti sembrano guardare più a sinistra e all’ottimo risultato della coalizione di sinistra, il Progetto Civico Progressista.

L’affluenza è stata alta, al 70,5%, ben cinque punti in più rispetto alle elezioni del 2018. Quelle del 20 e 21 settembre sono state elezioni anticipate, con lo scioglimento del precedente consiglio dopo soli due anni. La coalizione di sinistra ha superato il 15%, così come l’Union Valdotaine. Il Movimento 5 Stelle, così come Fdi e Fi, è rimasto fuori dal consiglio. Rientra in consiglio anche Augusto Rollandin, 72 anni, sei volte presidente regionale, impresentabile per la commissione Antimafia: ha fondato il suo partito ad agosto e da solo ha superato la soglia del 6%.

I risultati delle liste alle elezioni in Valle d’Aosta

Il primo partito è la Lega con il 23,9%. Conquistando così 11 seggi. Union Valdotaine raccoglie il 15,80%, ottenendo 7 seggi. Subito dietro il Progetto Civico progressista (15,25%), anche per loro 7 seggi. In consiglio regionale entrano anche Alliance Valdotaine – Stella alpina – Italia Viva (8,87% e 4 seggi), Vallee d’Aoste Unie (8,14% e 3 seggi), e Pour l’autonomie (6,36%, 3 seggi). Fuori, invece, il centrodestra per la Valle d’Aosta, ovvero Fi e Fdi, con il 5,68%, e il Movimento 5 Stelle con il 3,91%.

Le alleanze per la maggioranza: Lega verso opposizione

La Lega, pur avendo eletto 11 consiglieri ed essendo il partito più votato, rischia di rimanere fuori dalla maggioranza. Nonostante questo Matteo Salvini esulta: “Siamo pronti a governare questa splendida terra nel nome dell’autonomia, del rinnovamento, del lavoro e della bellezza”, afferma. Eppure il rischio che le sue previsioni non vengano confermate dai fatti è più che concreto. Se a governare fosse il Pd (che ritorna in consiglio con 4 seggi), alla fine queste elezioni regionali consegnerebbero un 4 a 3 per il centrosinistra e non per il centrodestra.

Per la Lega le alleanze sembrano difficili, senza Fi e Fdi. Nicoletta Spelgatti, indicata come possibile presidente di Regione dalla Lega, si è detta disponibile a un accordo con gli autonomisti, ma sa che la strada è in salita. Gli autonomisti guardano a un’alleanza anti-sovranista e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, si è già detto favorevole a un’intesa in questa direzione. Una maggioranza potrebbe nascere da un accordo tra gli autonomisti di Alliance Valdotaine e Valle d’Aoste Unie con il Progetto civico progressista e l’Union Valdotaine. E la Lega, quindi, sarebbe all’opposizione. Uno scenario ben diverso dal 7 a 0 pronosticato da Matteo Salvini prima delle elezioni regionali.