Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è volato in Libia. Nella sua prima visita al Paese, cruciale per una serie di legami con l'Italia e per la sua posizione nel Mediterraneo, Draghi ha incontrato Abdul Hamid Dbeibah, il premier del governo di unità nazionale libico che traghetterà la Nazione verso le elezioni di dicembre 2021. Tanti i temi sul tavolo: dai rapporti economici e culturali al tema dei migranti. Draghi ha spiegato, nella dichiarazione congiunta con il premier, che l'incontro è stato utile per rilanciare "l"importanza del legame tra i due Paesi". Secondo il capo dell'esecutivo italiano, questo "è un momento unico per la Libia", con "il governo di unità nazionale, riconosciuto dal Parlamento, che sta procedendo alla riconciliazione nazionale". Perciò è il momento per "ricostruire quella che è stata un'antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto pause".

La Libia è centrale per la questione migranti. Sul tema Draghi ha spiegato che "c'è stata una conversazione rispetto alla nostra soddisfazione per quel che la Libia fa per i salvataggi". Allo stesso tempo "aiutiamo e assistiamo la Libia". Il problema "non è solo geopolitico ma anche umanitario – ha continuato il presidente del Consiglio – e l'Italia è uno dei pochi Paesi che continua a tenere attivi i corridoi umanitari". Draghi ha ricordato che "il problema dell'immigrazione per la Libia non nasce sulle coste, ma si sviluppa sui confini meridionali, e l'Unione europea è stata investita del compito di aiutare il governo libico anche in quella sede".

Il cessate il fuoco in Libia, però, è centrale per la prosecuzione di qualsiasi dialogo: "La sicurezza dei siti è fondamentale per procedere con la collaborazione", ha annunciato Draghi. "Mi sono state date rassicurazioni importanti durante il nostro incontro, che è stato caloroso, ricco di contenuti e straordinariamente soddisfacente". Tra i temi toccati c'è la cooperazione "in campo progettuale, con precisi riferimenti alle infrastrutture civili, in campo energetico, in campo sanitario, in campo culturale". Draghi ha promesso che l'Italia darà "nuovo impulso all'istituto di cultura italiana all'estero e aumenterà le borse di studio per gli studenti libici che studiano italiano". Il presidente del Consiglio ha spiegato che c'è la volontà di tornare ai rapporti precedenti alla guerra civile e anche di superarli: "C'è voglia di fare, c'è voglia di futuro e di ripartire in fretta".