Con il nuovo dpcm anti Covid, quest'anno sarà un Natale diverso, senza feste o grandi riunioni di persone. Le nuove misure sono scattate già ieri, e resteranno in vigore fino al prossimo 15 gennaio. C'è il numero massimo di clienti consentito per ogni tavolo, anche se i ristoranti nelle zone gialle potranno rimanere aperti a pranzo anche nei giorni di Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania. C'è la raccomandazione del governo non solo a evitare gli assembramenti, ma anche a evitare gli incontri a casa tra non conviventi, proprio per limitare il più possibile la circolazione del virus. Per questo si è ritenuto anche necessario disincentivare ulteriormente gli spostamenti, chiudendo le Regioni dal 21 al 6, vietando anche gli spostamenti tra Comuni, che in zona gialla sarebbero permessi, nelle giornate del 25 e 26 dicembre, e per l'1 gennaio.

Il Cenone poi non potrà essere organizzato, nemmeno nei ristoranti degli alberghi, che nella notte di San Silvestro potranno offrire dalle 18 in poi solo il servizio in camera. I bar e i locali chiuderanno sempre alle 18, nessuna deroga è prevista per le sere, nemmeno per quelle della Vigilia: solo l'asporto e il domicilio sono consentiti, e si dovrà tornare a casa sempre entro le 22, magari dopo aver fatto gli ultimi acquisti nei negozi che restano aperti fino alle 21, perché a quell'ora scatta il coprifuoco fino alle 5.

Dal 21 al 6 poi è prevista la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi torna dall'estero, a prescindere dal Paese di partenza. Si tratta di un modo per dissuadere vacanzieri e turisti, e convincere tutti a rimanere nella propria città.

Delle feste in tono minore quindi, e non tutti sarebbero pronti ad accettare e rispettare queste restrizioni. Il governo quindi sta pensando di intensificare i controlli, con pattuglie e, scrive il Messaggero, anche con droni o elicotteri, per verificare che i cittadini nelle vie dello shopping, o nelle piazze, mantengano un metro di distanza, e indossino le mascherine. Anche se le abitazioni private restano una zona franca, e le forze dell'ordine non potranno bussare alla porta per verificare che non vi siano gruppi di persone appartenenti a diversi nuclei familiari.

Visto il divieto di organizzare cene e feste nei locali si pensa già ad affittare ville provate o casali in aperta campagna, per riunirsi con amici, e aggirare così il dpcm.

18, 19 e 20 dicembre le date a rischio

Si teme poi che il 20, a ridosso della chiusura dei confini regionali, possano crearsi assembramenti, con masse di persone, studenti e lavoratori, in viaggio per raggiungere parenti che vivono in altre Regioni, diverse da quelle in cui risiedono abitualmente. Perché dal 21 in poi solo gli spostamenti per motivi di salute, lavoro o necessità saranno consentiti. Per i movimenti tra piccoli Comuni, che si trovano magari in Regioni vicine, il Cts ha chiesto una deroga, per permettere alle famiglie, in questi specifici casi, di vedersi. Secondo la circolare emanata dal capo di gabinetto Bruno Frattasi le date a rischio, sono quelle del 18, 19 e 20 dicembre. Per questo le forze dell'ordine stanno organizzando posti di blocco sulle grandi arterie. Ma sono previsti controlli anche in stazioni e aeroporti.

È indicativo che Alitalia, come ricorda il Messaggero, abbia aumentato le prenotazioni sui voli del 50% nella settimana dal 14 al 20 dicembre, e del 13% dal 21 al 27, quando solo chi deve rientrare presso la propria residenza, domicilio o abitazione in teoria può viaggiare da una Regione all'altra. Ma bisogna considerare anche i casi di chi ha un genitore anziano solo da accudire, e quindi è autorizzato a raggiungerlo, anche se ha la residenza in un'altra Regione. Per casi specifici si dovranno aspettare le Faq. Per esempio molti cittadini si chiedono se potranno raggiungere l'anziano genitore due o più figli, o se solo a uno di loro sarà permesso di partire per accudirlo. Oppure non è chiaro se chi deve raggiungere dei familiari malati può farlo portando con sé i figli minori o il proprio consorte.