Il governo pone la fiducia. E l’Aula della Camera protesta. Niente di nuovo, in effetti. Se non fosse che stavolta la protesta nasce all’interno della stessa maggioranza, con 50 parlamentari del Movimento 5 Stelle che si dicono contrariati. La bagarre in Aula è nata dopo l’annuncio della fiducia sul decreto Covid, che prolunga lo stato d’emergenza fino al 15 ottobre. Ma a far scoppiare la polemica è una norma, un emendamento, che modifica la legge sui servizi segreti del 2007. Il provvedimento su cui è stata posta la fiducia, infatti, prevede una proroga di quattro anni per i vertici di Dis, Aisi e Aise. Attualmente, il direttore del Dis è Gennaro Vecchione, quello dell’Aise Giovanni Caravelli e quello dell’Aisi Mario Parente.

L'emendamento sui servizi segreti dei deputati M5s

Sono stati 50 i deputati del M5s che hanno sottoscritto l’emendamento che avrebbe soppresso questo articolo. Prima firmataria è Francesca Dieni, ma anche altri esponenti di spicco del Movimento hanno sottoscritto la richiesta di modifica: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine. Insieme ai membri delle commissioni Affari costituzionali e Difesa di Montecitorio. Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha però annunciato la fiducia al decreto, che verrà votata domani alle 15.30.

Governo pone la fiducia, scoppia la protesta

A quel punto è scoppiata la protesta, prima delle opposizioni al grido di “vergogna, vergogna”. Con chi, come Simone Baldelli (Forza Italia) afferma che “questo governo di fronte a 40 emendamenti prende a sberle il Parlamento”. Tommaso Foti, di Fdi, rincara la dose: “La richiesta di fiducia avviene non per l'ostruzionismo ma esclusivamente perché c'è un emendamento, il numero 1.121, che solleticando il tema dei servizi segreti a firma del più grosso partito che sostiene questo governo è un emendamento che va contro questo governo”.

A loro si aggiunge proprio Dieni, del M5s: “La normativa che riguarda i Servizi, quindi la sicurezza nazionale, non riguarda alcuni o pochi ma tutti. Sono profondamente contrariata dal voto di fiducia e voglio che resti agli atti”. “Non sono contenta, le cose non si risolvono così. L'emendamento non era contro Conte né contro il governo”, prosegue la deputata pentastellata. Interviene anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Mettono la fiducia perché si stanno scannando”.