Dl Bollette, intesa UE – Meloni: “Molto contenta, le abbasserà”. Von der Leyen: “Non possiamo fare miracoli”
Dopo un vertice di 30 ore nell'Europa Building – uno dei più lunghi degli ultimi quattro anni almeno – è arrivata la ‘fumata bianca': il governo italiano e la Commissione Europea hanno raggiunto un'intesa sulle misure previste dal dl Bollette. A dare la notizia nel pomeriggio è stata una nota ufficiale di Palazzo Chigi, a cui hanno fatto seguito le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo a Bruxelles: "Sono molto contenta dell'accordo", ha dichiarato a caldo la premier, dicendosi ampiamente soddisfatta delle conclusioni raggiunte, in particolar modo sui dossier dedicati alla competitività e al contrasto dei rincari energetici.
Il provvedimento ricalca lo schema della cosiddetta "eccezione iberica", la deroga accordata nel 2022 a Spagna e Portogallo per calmierare il costo all'ingrosso dell'energia intervenendo sui costi di approvvigionamento delle centrali a combustibili fossili. "Abbiamo chiuso con la Commissione europea la trattativa sul cosiddetto decreto bollette, cioè su misure che avevamo bisogno, che abbiamo varato mesi fa e che avevano bisogno di un ok da parte di Bruxelles", ha spiegato Meloni illustrando il risultato. "È stata una trattativa lunga, ma costruttiva che ci ha portato a trovare una soluzione molto importante, perché questo ci consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell'elettricità e sull'impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell'elettricità. Quindi soprattutto in questi giorni, soprattutto nell'attuale contesto, ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette".
Il vertice di Bruxelles è stato anche l'occasione per spingere su una revisione più ampia dei meccanismi comunitari, tema su cui Roma ha fatto fronte comune con altri partner, a partire dal documento congiunto firmato con Praga. "Sono contenta del fatto che nelle conclusioni entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane, anche nel documento scritto con la Repubblica Ceca", ha rimarcato la presidente del Consiglio, richiamando l'attenzione sui nodi chiave della transizione: "C'è il riferimento alla Market Stability Reserve, c'è il riferimento agli Ets 2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardia per quello che riguarda gli Ets 2, c'è il riferimento alla revisione dell'Ets, che è particolarmente urgente".
Davanti agli altri leader europei, la premier ha ribadito che l'Italia sul fronte dell'energia "non è sola" e ha difeso le ragioni del tessuto produttivo. "Ho provato a spiegare, con degli ausili grafici, come alcune scelte da un certo anno in poi hanno fatto lievitare i costi dell'energia per le nostre imprese", ha evidenziato Meloni, denunciando come tale rigidità abbia alimentato "un pezzo di deindustrializzazione in Europa, a danno di industrie che producevano prodotti che noi oggi importiamo da nazioni che non hanno i nostri stessi standard ambientali. Quando le regole producono delle distorsioni, quelle regole vanno corrette. È il lavoro che l'Italia cerca di fare dall'inizio: anche su questo mi pare che stiamo facendo dei passi in avanti".
A confermare l'intesa preliminare è intervenuta anche la Commissione UE, che ha parlato di colloqui tecnici "intensi e costruttivi". La misura, ha fatto sapere un portavoce di Bruxelles, "contribuirà a ridurre i costi energetici sia per le famiglie che per le imprese. Sarà di natura temporanea e concepita in modo da ridurre al minimo le distorsioni nel mercato dell'elettricità dell'Ue, preservando al contempo gli incentivi agli investimenti a lungo termine nell'energia pulita". L'intervento compenserà unicamente l'impennata dei costi del gas, garantendo "che i benefici siano interamente trasferiti ai consumatori finali". Per von der Leyen, comunque, meglio non farsi eccessive illusioni. "Non possiamo fare miracoli".