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Di Maio: “Governo non faccia il furbo, legislatura finisca subito. Al voto prenderemo il 40%”

“Spero che questa legislatura finisca il prima possibile”, è l’augurio di Luigi Di Maio, candidato alla presidenza del Consiglio del M5s: “Non facciano i furbi al governo posticipando la data elle elezioni che permetteranno il riscatto dell’Italia”. E si dice convinto che l’obiettivo del 40% alle elezioni è alla portata del M5s.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il candidato alla presidenza del Consiglio del M5s, Luigi Di Maio, aspetta impaziente la fine della legislatura e l’arrivo del voto. “Conto le ore”, dice a proposito dello scioglimento delle Camere: “Spero che questa legislatura finisca il prima possibile”. La sua speranza è quella di andare al voto, come previsto, il 4 marzo: “Non facciano i furbi al governo posticipando la data elle elezioni che permetteranno il riscatto dell’Italia”, avverte Di Maio.

Il vicepresidente della Camera, in un’intervista al Fatto Quotidiano, si sofferma anche sulla questione alleanze elettorali e sulla possibilità di un’intesa post-voto con Liberi e Uguali e con il suo leader: “Consiglierei di andare piano con questo innamoramento per Pietro Grasso. Bisogna vedere quanti parlamentari prenderà ogni partito. Credo che noi triplicheremo i nostri eletti”. E ribadisce un messaggio già espresso in passato: “La sera del voto lanceremo un appello a tutti i partiti e proporremo un tavolo per un’intesa sui programmi, senza scambi di poltrone. Saranno trattative pubbliche e trasparenti”.

Nel frattempo – spiega ancora – verranno votati i presidenti delle Camere. Poi andremo dal presidente della Repubblica per le consultazioni. Le maggioranze non si costruiscono in pochi giorni. Non faremo colloqui prima. Questa legge elettorale è un flipper, dobbiamo prima capire il peso delle varie forze in campo per discutere”. Ma Di Maio si dice certo che il 40% è alla portata del M5svisto che in Sicilia abbiamo preso il 35%”. “Gli altri partiti – prevede il candidato del M5s – si sfalderanno, io tratterò con tutti alla luce del sole e voglio ministri competenti e sensibili”.

Per quanto riguarda i meccanismi interni al Movimento in vista delle elezioni, Di Maio annuncia che si candiderà anche lui alle Parlamentarie: “E spero che si ricandidino tutti gli uscenti, perché c'è bisogno di loro per il M5S di governo. Ma dettagli sulle regole non ne do”. Infine, Di Maio parla del referendum sull’euro: “Confido che non si debba fare, anche perché l’Europa è molto cambiata rispetto al 2013. La Germania non riesce a formare un governo, in Portogallo ce n’è uno di minoranza e in Francia i partiti tradizionali sono stati spazzati via. In questo quadro per l’Italia ci sono maggiori spazi per farsi sentire in sede europea”.

Di Maio, durante un evento pubblico a Milano, risponde anche a Matteo Renzi, secondo cui non ci sono i soldi per finanziare il reddito di cittadinanza proposto dal M5s: "Renzi dà i numeri – dice il vicepresidente della Camera – lo conosciamo benissimo". Il riferimento è alla cifra di cui parlava Renzi, ovvero 84 miliardi di euro. Infine Di Maio parla anche dello Ius Soli attaccando il presidente del Consiglio: "Non credo che il presidente Gentiloni sia nelle condizioni di garantire qualcosa per la prossima legislatura. Il suo partito è circa al 20% e non credo andrà al governo nella prossima legislatura. Le sue sono promesse da marinaio come quelle che ha fatto il suo predecessore. Noi non abbiamo partecipato a una messa in scena politica, è stato strumentalizzato per tutta la legislatura un tema come lo ius soli che secondo noi va affrontato a livello europeo. Oggi la nostra priorità è il sostegno al reddito degli italiani".

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