È stata trovata un'intesa tra Partito democratico e Movimento Cinque Stelle sul nuovo testo che modifica i decreti sicurezza di Matteo Salvini. L'accordo sarebbe stato raggiunto ieri sera, al termine di una riunione al Viminale tra la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, e gli esponenti di maggioranza: ora il testo sarà sottoposto alle autonomie locali. L'intesa arriva dopo più di un anno dalla formazione del governo giallorosso e in seguito a diversi incontri in cui dem e pentastellati risultavano sempre divisi su alcune questioni.

Nel nuovo testo sarebbero state cancellate le multe multimilionari alle navi umanitarie per il salvataggio dei migranti in mare, ma resterebbe comunque un sistema di sanzioni sul codice della navigazione, cioè per quelle Ong che violano la normativa nelle operazioni Sar (ricerca e soccorso). Verrebbe inoltre allargata la possibilità di accedere alla protezione umanitaria e allo stesso modo sarebbero ampliati i permessi speciali per chi rischia di subire "trattamenti inumani e degradanti" nel Paese di origine. Prevista anche una revisione del sistema di accoglienza Siproimi e la possibilità, per i richiedenti asilo, di iscriversi all'anagrafe comunale. Proprio su questo punto si era espressa qualche settimana fa la Corte Costituzionale, giudicando illegittimo l'articolo 13 del primo decreto sicurezza: oggi la Consulta ha pubblicato le motivazioni alla sentenza accusando la norma, tra le altre cose, di ledere alla dignità sociale dei richiedenti asilo.

Come anticipato, il testo sarà ora passato alle autonomie locali: non è quindi detto che venga approvato subito. Anche a causa del picco di sbarchi degli ultimi giorni. Inoltre è probabile che si rimandi il tutto a dopo le elezioni regionali, previste per fine settembre. Gli alleati di governo non sono sempre stati d'accordo per quanto riguarda la revisione dei decreti Salvini: mentre il Pd chiedeva di eliminare le multe alle Ong, reintrodurre la protezione umanitaria e i programmi di accoglienza promossi dai Comuni (Sprar), i Cinque Stelle si sarebbero limitati ad accogliere i rilievi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.